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Dj Giuseppe patteggia sei mesi: si fingeva poliziotto. “Volevo solo aiutare”

Il popolare speaker di Radio 105 fermato dai carabinieri: a bordo dell’auto la radio delle forze dell’ordine e un tesserino falso. Processato per direttissima, ha patteggiato sei mesi: “Ho fatto una stupidaggine”

Ha patteggiato la pena (sospesa) di sei mesi Luciano Fronti, in arte Dj Giuseppe, processato per direttissima a Milano con le accuse di possesso di segni distintivi contraffatti e captazione di conversazioni private, dopo l’arresto avvenuto nella serata di lunedì. Davanti al giudice monocratico Aurelio Barazzetta, la popolare voce di Radio 105 ha ammesso di avere fatto “una stupidaggine” ma ha anche ‘rivendicato’ il suo gesto sostenendo di avere voluto “aiutare le forze dell’ordine”.

L’indagine: dj Giuseppe si fingeva un poliziotto dell’anti-terrorismo con tanto di tesserino fasullo e pistola falsa: due carabinieri di pattuglia vicino a un supermercato di piazza Dergano, zona Comasina, periferia nordovest di Milano, lo hanno lunedì intorno alle 20: i carabinieri in servizio di pattuglia hanno sentito i rumori di una radio sintonizzata sulle frequenze riservate alle forze dell’ordine e si sono avvicinati a un uomo che si aggirava in piazza Dergano pensando che si trattasse di un collega. I tre sono rimasti a chiacchierare insieme per qualche minuto, ma le generalita’ di Fronti sono ben presto apparse sospette: dj Giuseppe ha detto di essere un poliziotto dell’anti-terrorismo e ha esibito un tesserino a suo nome che lo qualificava come assistente capo della polizia, ma era palesemente falso.