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MILANO-MODA: PISAPIA, INCONTRO FRANCO E COSTRUTTIVO - Folta la delegazione della Camera della Moda che ha partecipato oggi all’incontro col sindaco di Milano Giuliano Pisapia e con Cristina Tajani, assessore con delega alla Moda. Col presidente Mario Boselli, c’erano grandi griffe, Giuseppe Modenese, Patrizio Bertelli, Angela Missoni, Giovanna Ferragamo, Lavinia Biagiotti, Carlo Capasa, Jacopo Etro, Massimo Ferretti, Renzo Rosso, Carla Sozzani. Al termine, Boselli ha detto: “Un incontro all’insegna della franchezza. Ce le siamo dette tutte, ma con molto rispetto e in modo costruttivo. Credo ci siano tutti i presupposti per lavorare assieme bene”. Poi, vista l’insistenza dei giornalisti rispetto alle recenti polemiche, Boselli ha detto: “Non c’è mai stata guerra”. Giuliano Pisapia ha spiegato: “Abbiamo valutato un clima che deve essere superato, talvolta c’è eccessiva diffidenza sulla moda. Una parte del nostro paese crede che la moda sia solo bellezza, senza capire che c’è anche un insieme di professionalità che danno lavoro e sviluppo all’economia. Credo che questo incontro sia stato fondamentale proprio per la franchezza dei rapporti instaurati. Non si parte da zero ma c’è un lavoro comune che oggi si è ulteriormente rafforzato. Abbiamo valutato assieme cosa si può fare di più per rafforzare il sistema moda ed il sistema Italia”. “Incontro estremamente positivo - ha concluso Pisapia - la moda è una ricchezza della nostra città”.

aso chiuso", assicurano Domenico Dolce e Stefano Gabbana in una intervista a Repubblica. "Ora vogliamo tornare a fare i vestiti in pace". Il caso è quello scoppiato dopo la dichiarazione dell'assessore Franco D'Alfonso ("Niente spazi comunali agli evasori celebri"), un tweet poco diplomatico di Gabbana e la serrata di tre giorni nelle boutique milanesi del marchio ('Chiusi per indignazione', si leggeva sulle vetrine). E ora si apre al dialogo. Il primo passo lo ha fatto il sindaco Giuliano Pisapia, che ha invitato i due stilisti a Palazzo Marino. "Abbiamo letto di questo invito - dice Gabbana - e lo accettiamo volentieri. Siamo stanchi di questa vicenda e dell'eccessiva attenzione mediatica che le è stata data".

Resta aperta però la vicenda che ha portato alla condanna a 18 mesi di carcere in primo grado e a una multa da 400 milioni di euro per evasione fiscale: "Per quanto riguarda la condanna penale di primo grado andremo in appello, per la multa per infedele dichiarazione dei redditi ricorreremo invece in Cassazione", risponde Dolce. "Loro dicono: la vendita dei marchi doveva essere effettuata non a 360 milioni di euro, ma almeno al doppio. E vogliono farci pagare delle tasse su redditi ipotetici, mai percepiti. Dopo la sentenza del 19 giugno i giornalisti stranieri erano convinti che non avremmo fatto la sfilata della collezione uomo perché ci avevano messi in carcere. Per noi, che lavoriamo in tutto il mondo, il danno d'immagine è enorme". E a proposito dell'invito di Pisapia: "Noi non abbiamo nulla da chiedere. Solo rispetto. È lui che ci ha invitati. Staremo a sentire cosa ha da dirci".

 


Rosso (Diesel), un'iniziativa per le piccole imprese del 'made in Italy'

 

La camera nazionale della moda italiana chiedera' al comune di Milano "piu' apertura" e "comprensione". Lo ha anticipato il patron di Diesel Renzo Rosso, membro del consiglio direttivo dell'associazione, che incontrera' oggi il sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia. "Il comune di Milano - ha detto a margine della presentazione di un'iniziativa per il finanziamento alle piccole imprese - e' molto importante perche' la citta ospita le settimane della moda, il salone del mobile e tanti altri eventi. Ci aspettiamo che intervenga e dia maggior fluidita' al sistema, ci aspettiamo grande comprensione. Noi, magari, daremo suggerimenti per lo sviluppo ma chiediamo - ha sintetizzato - che il sistema funzioni un po' meglio e che la citta' sia piu' viva e attenta". Renzo Rosso non sta pensando alla quotazione in Borsa del suo gruppo Only the brave (Otb), cui fanno capo Diesel, la maison Martin Margiela, Marni e Viktor&Rolf. "La quotazione oggi non e' nei nostri programmi - ha spiegato a margine della presentazione di un'iniziativa per le piccole imprese del 'made in Italy' - perche' la famiglia e' a bordo, mio figlio Stefano lavora con me e possiamo gestire il gruppo internamente. La quotazione potrebbe essere una strada in futuro, non escludo mai niente, magari per motivi di gestione o per fare un'operazione importante. Ma la Borsa - ha sottolineato - non e' l'unico sistema, si possono emettere bond o pensare a tante altre cose diverse".



Intanto con una intervista al Corriere della Sera D&G annunciano che se sarà confermata la maxi-multa di 400 milioni di euro inflittagli dal fisco chiuderanno. I due stilisti spiegano perchè hanno deciso di chiudere per tre giorni i loro negozi di Milano in segno di protesta contro l'assessore comunale al Commercio Luigi D'Alfonso, che li aveva definiti appunto "evasori fiscali", e affermano: "Noi siamo delle persone perbene. Viviamo in Italia, paghiamo le tasse in Italia, non facciamo finta di vivere all'estero". e ancora: "Noi sappiamo fare vestiti, vogliamo fare vestiti", proseguono i due, ma se sarà confermata la maxi-multa "chiudiamo, non saremmo in grado di resistere. Impossibile".
 

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