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Milano
Al convegno omofobo anche un parroco indagato per abusi su minori
Don Mauro Inzoli

Anche don Mauro Inzoli seduto tra le prime file del convegno sulla famiglia promosso il 17 gennaio da Regione Lombardia, Alleanza Cattolica e Fondazione Tempi. Una presenza scomoda, poichè l'ex presidente del Banco alimentare vicino a Comunione e Liberazione risulta espulso dalla chiesa con delibera di papa Francesco inviata al vescovo di Crema. Il motivo? A suo carico c'è un'indagine della Procura di Cremona per abusi sessuali su minori. Come riporta il Corriere, il 64enne si trovava in seconda fila. Ed è giallo sulla partecipazione, non aperta a tutti e possibile solo tramite registrazione: qualcuno ha ritenuto che la presenza di Inzoli al convegno non fosse inopportuna, consentendogli l'ingresso. 

"Non corrisponde al vero la notizia apparsa quest'oggi in cui si afferma che la segreteria del Presidente del Consiglio regionale abbia accreditato don Mauro Inzoli". E' quanto afferma la portavoce del Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo. La precisazione arriva dopo le polemiche che si sono scatenate sui social, per la presenza al convegno dell'ex parroco di Crema, accusato di abusi su minori, al quale l'anno scorso la Santa Sede aveva imposto il ritiro a vita privata. "Gli accrediti istituzionali sono stati gestiti, come e' noto, dalla Giunta regionale - continua la nota - e il convegno, peraltro, era aperto al pubblico. Gli unici accrediti effettuati dalla segreteria sono stati per la moglie del Presidente e per i collaboratori che lo che lo hanno accompagnato".

"Il convegno e' stato organizzato dalle associazioni con la Regione, era aperto al pubblico e questa persona, che non conoscevo, e' entrata". Cosi' il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, a margine di un incontro a Milano, commenta la presenza di Mauro Inzoli, prete accusato di pedofilia, al convegno sulla famiglia, svoltosi sabato scorso. Alla domanda se si sia pentito di aver organizzato il convegno, il governatore ha risposto: "Assolutamente no". Tuttavia "l'unico rammarico e' che gli uffici della Regione, in particolare del Cerimoniale, non mi hanno informato della sua presenza, altrimenti questa persona sarebbe stata allontanata perche' non era opportuno che stesse li'"

Sulla polemica è intervenuto anche l'ex presidente della Regione Roberto Formigoni, che ha parlato di una "presenza inopportuna", ma anche di "polemica strumentale". "Avessi saputo che aveva intenzione di venire, avrei cercato di raggiungerlo per dirgli che era meglio che non venisse. Detto questo - ha aggiunto - trovo assolutamente abnorme e strumentale la polemica perche' la presenza era inopportuna ma poteva venire chiunque. Trovo che chi ha sollevato polemica come l'aveva sollevata il giorno prima uno che senza essere invitato e' saltato su un palco ed e' intervenuto e' perche' non si ha la volonta' di confrontarsi su temi veri sollevati dal convegno". Formigoni ha quindi negato che don Inzoli fosse un suo confessore ("non e' mai capitato una volta - ha detto - che io mi sia confessato con lui") e fatto sapere di conoscerlo "perche' e' stato fondatore insieme ad altri del banco alimentare. Venne a chiedere se la Regione poteva dare una mano - ha chiarito -, l'avro' incontrato un paio di volte"

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