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Milano
Ecco come funzionava il sistema Frigerio: analisi politiche e raccomandazioni. Esclusivo

di Fabio Massa

Gianstefano Frigerio è l'uomo dei contatti, delle trattative. Anche delle millanterie, beninteso. Parlava con tutti, a tutti dispensava analisi, consigli. Cercava reti. Ma come funzionava davvero il sistema Frigerio? Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it da fonti che con Frigerio avevano rapporti consolidati, tutto si basava su un sistema di lettere, biglietti. Le mail? Sconosciute. Gli sms? Idem. Molto meglio il nero su bianco e tante buste eleganti. "Io in ufficio ne avevo una scatola piena - rivela una fonte che vuole rimanere anonima ad Affari - Più o meno tutti i giorni arrivavano queste sue lettere". Che cosa c'era dentro? Analisi di politica, riflessioni. "Anche molto intelligenti. Acute. In un mondo che non parla più di politica ma di gossip, di scandaletti vari, lui faceva valutazioni politiche". Insomma, Frigerio continuava a dire la sua. E le raccomandazioni? "In fondo, generalmente, c'era una segnalazione". In pratica, con una formula "molto elegante", chiedeva di parlare di un'azienda particolarmente valida, con un manager particolarmente bravo. A volte questi colloqui avvenivano. A volte no. Lui, intanto, parlava con tizio e trattava con caio. Ma questa parte, il destinatario dei biglietti molto spesso non lo sapeva.

Così come non sapevano di essere inseriti in comitati scientifici, gruppi organizzatori, panel di convegni, molti dei dirigenti della sanità lombarda che Frigerio includeva regolarmente nei suoi eventi al circolo culturale Tommaso Moro. Tuttavia la sua insistenza qualche risultato lo portava. Negli ultimi anni il circolo era diventato comunque l'unico posto nel quale si dibatteva dei problemi della sanità regionale. Quindi, il risultato l'aveva ottenuto: costruire una propria corte. Per avere contatti. Per poi poter mandare lettere. Scatoloni di lettere. Con la raccomandazione in fondo. Ma molto elegante, ovviamente.

@FabioAMassa

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