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Elezioni 2018, una campagna elettorale brutta e senza programmi

C’era una volta la campagna elettorale. Ormai è finita. L’abbiamo detto tutti: è stata brutta. Niente temi veri tutta giocata sulla sicurezza percepita e reale

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C’era una volta la campagna elettorale. Ormai è finita. L’abbiamo detto tutti: è stata brutta. Niente temi veri tutta giocata sulla sicurezza percepita e reale. Di programmi economici? Zero al cubo, che fa sempre zero. Di programmi reali di riforma? Zero al cubo, con il Pd impegnato a dire che è stato bravo, e che ha fatto un sacco di cose, e gli altri a dire che il Pd non ha fatto un tubo di utile, e allora il Pd a difendersi. Insomma, uno schifo. Per la Regione, un poco meglio perché i giornali si sono impegnati a provare a dare letture “pratiche”, facendo domande a tutti i candidati che non si sono sottratti. Ma si sa, l’attenzione era polarizzata – o meglio quel residuo di attenzione – sulla campagna nazionale. E delle regionali il grosso delle persone se ne è fregata. Non c’è stata verve, non c’è stata polemica. Non ci sono state vere questioni aperte, se non quelle stantie, che puzzano di vecchio, del fascismo, dell’antifascismo, del razzismo e di altre cosette che abbiamo già sentito. Ecco, è stata la campagna del già sentito. Già sentito per colpa della campagna, e già sentito per colpa di noi cittadini, troppo stanchi per rialzare anche solo fuggevolmente la nostra soglia di attenzione. Troppo stufi, troppo qualunquisti, troppo, davvero. Brutta campagna. Votate quello che vi sentite e speriamo vinca il migliore.