Ema, Sala: “Ora questione politica, noi andiamo avanti”
Sull’assegnazione dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, “è evidente che ora la questione è politica. Vediamo come si muoverà l’Europarlamento e come giudicherà il comportamento” delle autorità olandesi nel dossier di candidatura di Amsterdam. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine di un incontro a sostegno della candidatura di Giorgio Gori alla presidenza della Regione Lombardia.
“Io sto lavorando anche per difendere la reputazione di Milano e di una realtà per cui tutti si sono messi assieme per lavorare. Noi abbiamo fatto la nostra parte e andremo avanti”, ha aggiunto. I Paesi Ue hanno votato “sulla base di un dossier, poi sono emerse due cose che io giudico gravi”, i due edifici transitori ‘spariti’ e il tema dei costi, ha ricordato Sala. “Gli olandesi ci hanno provato, chiedendo un aumento del 34% di affitto e spese per la sede. E ora gli olandesi dicono che se ne prendono carico loro. Non è così che noi ci aspettiamo che l’Europa gestisca i processi”, ha concluso.
Ema, partita sempre più in salita. Ma Sala :”Ricorso legittimo”
Agenzia del farmaco: la giornata di ieri ha visto sensibilmente affievolirsi le speranze di Milano di indurre ad un ripensamento l’Europa sull’assegnazione ad Amsterdam. Come raccontato, gli olandesi hanno rassicurato sulla sede provvisoria e sul rispetto dei tempi di costruzione di quella definitiva. E la memoria difensiva del consiglio dell’Ue ha apertamente dichiarato “manifestamente irricevibile” il ricorsi di Milano, che “avrebbe ripercussioni estremamente serie sul corretto funzionamento dell’agenzia e la possibilità per la stessa di assolvere efficacemente aluo compito di grande interesse pubblico”. Non dello stesso avviso il sindaco Beppe Sala, che ritiene invece il ricorso “ricevibile e legittimo. La partita è più che mai aperta”.
Sala: “Amsterdam ha cercato di ottenere un aumento dell’affitto”
C’è un dettaglio ulteriore che emerge dal confronto avvenuto ieri, e che potrebbe costituire una sorta di premio di consolazione per gli sforzi milanesi e italiani: gli olandesi, ha spiegato ancora Sala, “hanno tentato di ottenere un aumento dell’affitto e delle spese del palazzo del 34 per cento rispetto a quanto avevano indicato nel dossier. Grazie alla nostra azione adesso hanno dovuto confermare ai parlamentari che questi extra costi saranno coperti da loro. Ma intanto ci hanno provato”. Secondo i calcoli dei tecnici, i costi sarebbero cresciuti sino a 60 milioni di euro in dieci anni, una somma che l’azione promossa da Milano dovrebbe quantomeno consentire di risparmiare alle casse europee. Ma Sala spera ancora di ottenere di più: il ricorso alla Corte dei conti europea verte proprio su questo aspetto e sino a che il tribunale non metterà la parola fine, Palazzo Marino andrà avanti.

