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Emergenza sanitaria: la lettera di Anita, medico in trincea a Milano

Le parole toccanti di una cardiologa milanese in prima linea contro il Covid 19

Emergenza sanitaria: la lettera di Anita, medico in trincea a Milano
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Le parole toccanti di una cardiologa milanese in prima linea contro il Covid 19
Emergenza sanitaria: la lettera di Anita, medico in trincea a Milano
Emergenza sanitaria: la lettera di Anita, medico in trincea a Milano

La lettera di Anita, medico ospedaliero a Milano

“Sono le undici di sera. Sono appena rientrata da una delle tante giornate di tredici/quattordici ore almeno. E’ una routine ormai. Si lavora tutto il giorno senza sosta. I pazienti si aggravano, peggiorano, ci sarebbe bisogno di intubare tutti ma non si può. Si prendono decisioni difficili, disumane, impensabili anche solo una settimana fa. Qui da noi a Milano, come in tutta la Lombardia. E poi sono soli i pazienti. Impauriti, disperati. Si aggrappano a te e tu puoi solo dargli una carezza, attraverso tre paia di guanti e cercare di fargli coraggio, un coraggio che non hai nemmeno tu e soli muoiono. Dolore nel dolore per chi va e per chi resta. 

L’adrenalina e il continuo bisogno che tutti hanno di te, pazienti, infermieri, colleghi, ti tiene in piedi ma poi appena la giornata finisce… arrivano le lacrime. Tutte le sere ormai. Per quello che è successo durante il giorno e tutte le mattine per quello che ti aspetta e per la paura tutta umana di ammalarsi. E sono lacrime solitarie, almeno per me che vivo sola e non posso farmi abbracciare da nessuno. Ecco, un abbraccio. Solo questo vorrei ora, un abbraccio dentro al quale dimenticare cosa sta succedendo  e cosa vedo e decido, ogni giorno, tentando disperatamente di fare il possibile e l’impossibile, senza riuscirci.”