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Milano
Esclusivo. Il prefetto dice a Roma basta profughi a Milano, c’è Expo

di Fabio Massa

Non è ufficiale, per adesso. Ma dopo l’ultimo arrivo di profughi a Bresso, con il Medio Oriente che ribolle per l’Isis, con la minaccia costante di infiltrazioni terroristiche a bordo di barconi o comunque legate all’immigrazione, Milano dice basta. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it è il prefetto ad aver avvertito Roma che Milano e la Lombardia non possono essere interessati da nuovi arrivi. Troppo alto il rischio durante Expo, troppo costante l’emergenza sicurezza visto il tipo di evento, per continuare ad avere un flusso talmente sregolato da portare Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare del Comune di Milano, ad attaccare il governo perché le istituzioni locali, degli arrivi di profughi (o clandestini, nella versione leghista), non sono neppure consultate. Così, il prefetto Francesco Paolo Tronca, già in luce per aver annullato le trascrizioni dei matrimoni gay, così come preannunciato e così come Pisapia si era rifiutato di farlo, avrebbe fatto presente a Roma che non ci potranno essere nuovi arrivi. Intanto a Milano ci sarà alta tensione in via Negrotto. Il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha infatti annunciato l’intenzione di effettuare un nuovo sopralluogo in un campo rom dopo il precedente di Bologna, a novembre - quando il segretario federale della Lega Nord non riuscì a visitare il campo nomadi perché fu aggredito da un gruppo di giovani antagonisti. Matteo Salvini chiederà l’immediata chiusura del campo di via Negrotto a Milano, tra Quarto Oggiaro e Bovisa, vista la serie di illegalità che si sono verificate nel campo.

@FabioAMassa

LA NOTA DELL'ASSESSORE ALLA SICUREZZA BORDONALI

"In materia di immigrazione la situazione in Lombardia è davvero critica. In queste ore stanno arrivando altri 500 presunti profughi. La gestione del fenomeno da parte dello Stato è quantomeno discutibile. Dal Viminale prendono decisioni senza ascoltare né coinvolgere presidenti di Regione e sindaci. Perfino i prefetti vengono informati solo poche ore prima degli arrivi sul territorio e si trovano costretti a organizzare nottetempo la sistemazione degli immigrati". E' quanto afferma Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione civile e Immigrazione della Regione Lombardia.

SERVE COINVOLGIMENTO ENTI LOCALI - "Per questo - prosegue Bordonali - ho voluto invitare i prefetti lombardi ad alzare la voce e a disobbedire alle imposizioni assurde dello Stato centrale. Anche loro vivono le problematiche quotidiane del territorio e sanno quanto le comunità lombarde siano in difficoltà e non possano economicamente e socialmente sostenere altri arrivi". "Quando il ministro dell'interno era Roberto Maroni - conclude l'assessore - il fenomeno veniva gestito con il coinvolgimento degli Enti locali, al di là del colore politico, e la condivisione del problema. Questo permetteva ai sindaci e alle Regioni di organizzarsi e di dare risposte compatibili alle disponibilità di risorse. Questa emergenza dura ormai da più di due anni e purtroppo la Regione Lombardia non è mai stata interpellata".

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