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Milano

di Patrizia Gioia
 
Chi l’avrebbe mai detto che la Poesia polacca, terra violata da “potenze piratesche” - così descrive la spartizione della Polonia, Herman Melville nel suo Moby Dick – terra cancellata per ben
123 anni dalla carta d’Europa, sapesse raccontare la sventura con così infinita grazia?
 
Ieri sera, nell’accogliente atmosfera del Teatro Filodrammatici, il più antico teatro di Milano,
sono state le voci di tre poeti polacchi: Wislawa Szymborska, Zbigniew Herbert e Czeslaw Milosz  a dire di come la sventura può non sopraffarci ma divenire invece fonte di rinnovamento e riscatto.
 
L’incredulità che suscitò l’assegnazione del premio Nobel a Czeslaw Milosz nel 1980 ( Chi è costui?, si chiesero in molti), riconoscimento conferito nel 1996 anche alla poetessa Wislawa Szymborska, rendono lecita la domanda, da dove è nata e cosa ha nutrito questa sublime
eccellenza poetica ?
E non sembrino troppo celebrative o retoriche queste parole, sono quelle che espresse il grande poeta irlandese Seamus Heaney quando, con commossa partecipazione e ammirazione, ricordò
il mirabile figlio della Polonia, Zbigniew Herbert.
 
Che cosa nutre la Poesia?
Che cosa fa sì che il dolore, la violenza, l’inumanità dell’essere umano possano divenire ali
di farfalla e trascendere la mortalità del corpo per fondersi, senza confondersi, nell’infinito?
 
“Non so, non lo so, ma mi ci aggrappo come all’ancora di un corrimano”, scrive in una delle
sue poesie più conosciute Wislawa Szimborska, chiedendosi cosa sia la Poesia.
 
Ogni Poeta ha dato la sua definizione, ma la Poesia sfugge ad ogni nome, come Dio,
è innominabile, o nominabile in ogni cosa.
Ed è ogni cosa che i tre poeti polacchi sanno trascendere, scendendo negli abissi li bucano, sbucando rinnovati .
Solo se saprai starci nel dolore, nella sofferenza dell’esilio, nel dramma della perdita d’ogni punto di riferimento, sarai te stesso più in profondità; solo scoprendo quella zona di profondità costitutiva dell’essere umano, che possiamo definire mistica, non temerai di perdere la tua identità, aprendoti ad ogni alterità con fiduciosa fiducia, perché è qui che ha casa l’amore.
 
E’ solo attraverso l’amore che potremo iniziare davvero a percorrere un pacificato cammino di Pace perché, come Raimon Panikkar ha suggerito nell’intenso filmato trasmesso durante la serata, la pace non è nel passato e certamente nemmeno nel futuro, ma nel presente, e in primis ha da trovare casa pacificata dentro ognuno di noi.
 
Dobbiamo saperci ogni volta innamorare e ogni volta sognare sogni impossibili, perché è proprio l’impossibile che vale la pena di tentare, insieme. E’ questa l’avventura della Vita.
 
E’ di pace, di amore, di educazione e di poesia che si è parlato ieri sera; gli stracci insanguinati,
i carri che trasporta i cadaveri di ogni guerra, i plotoni d’esecuzione e le torture hanno assunto attraverso la voce dei tre poeti la stessa trasparenza e inconsistenza delle ali di un verde coleottero che, incontrato sul viottolo di campagna, riporta al cuore il vecchio professore e allora viene:
trasportato delicatamente/ e lo seguo a lungo con lo sguardo/finchè sparisce/nella buia sala insegnanti/in fondo al corridoio di foglie.  ( Zbigniew Herbert)
 
Il bel libro, appositamente creato per la serata, può essere richiesto a : info@spaziostudio.net
con un’offerta libera. Il ricavato servirà per continuare, con i prossimi progetti, a fertilizzare un tessuto sociale sempre più depauperato della vera energia creativa e trasformativi che la vera Cultura E’.
 
Essere Poesia di Pace
a cura di Patrizia Gioia, Rita Piana, Anna Piccinini
letture di Patrizia Gioia (Wislawa Szimborska/il Corpo)
Dome Bulfaro ( Zbignief Herbert/ l’Anima)
Enrico Roveris( Czeslaw Milosz/lo Spirito)
al piano Sonia Vettorato e Tamami Sohma alla viola
con la cooperazione :
Consolato generale di Polonia, Milano,
Museo Italiano per la Pace, Milano
Fondazione Arbor, Lugano
SpazioStudio13, Milano ( che ha curato l’organizzazione generale )
Mille Gru / PoesiaPresente, Monza
Associazione Dagome, Catania
Adelphi Edizioni, Milano
Teatro Filodrammatici, Milano
 

Tags:
poesia







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