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Milano

di Massimo Gargiulo

Siamo a meno di 750 giorni dall’apertura di Expo 2015 e a poco più di 250 giorni dalla annunciata costituzione di Milano Città Metropolitana, anche se, mentre l’apertura dell’Expo non è procrastinabile, quella dell’avvio della città metropolitana è destinata ancora una volta a slittare.
Come si prepara Milano agli eventi più significativi dell’inizio di terzo millennio che la riguardano ?
(Annoto di passaggio che i 1700 anni della ricorrenza dell’editto di Milano, noto come editto di Costantino, che pose ufficialmente termine a tutte le persecuzioni religiose e proclamò la neutralità dell'Impero nei confronti di qualsiasi fede, stanno passando in secondo piano)
In un soprassalto di lucidità ieri Roberto Maroni e Giuliano Pisapia hanno concordato sulla necessità di un Commissario straordinario unico e di una legge speciale per Expo per garantire che le opere previste vengano realizzate in tempo utile. Credo che nessuno abbia dei dubbi sull’opportunità di un unico Commissario straordinario, che riscuota la fiducia di tutte le forze politiche e che si dedichi a tempo pieno all’Expo, compresa la faticosa e difficile ricerca dei finanziamenti.
Il Commissario straordinario, mi auguro, potrà mettere mano alla zona d’ombra che ancora persiste su un evento (questi sì veramente straordinario) come un’esposizione universale sui temi della nutrizione e dell’energia.
Inopinatamente fatto scadere a ottobre 2011 il Comitato scientifico istituito da Letizia Moratti, (senza peraltro che sia mai stato messo in condizione di operare) sostituito da una non meglio identificata “Carta 2015” della quale si sono perse subito le tracce, oggi la progettazione culturale e scientifica dell’esposizione riposa sul “Comitato Scientifico Internazionale per Expo 2015” istituito il 18 ottobre 2012 per iniziativa di Giuliano Pisapia e i Rettori di sette Università milanesi.
Un’azione di supplenza, quella del Sindaco di Milano, nei confronti di un impianto organizzativo di Expo 2015 essenzialmente focalizzato sulla realizzazione dell’area espositiva, motivato dal fatto che (come recita il comunicato ufficiale del Comune di Milano) “Expo 2015 rappresenta per la città di Milano una straordinaria opportunità, non solo per gli investimenti in termini di nuove infrastrutture e tecnologie, ma anche per la costruzione di una proposta culturale fondata sui contenuti e i valori del tema centrale “Nutrire il Pianeta – Energia per la vita".
Tuttavia, nonostante i buoni propositi riassunti nella missione affidatagli (“Il Comitato avrà il compito di creare una rete nazionale e internazionale di associazioni, enti ed esperti con qualificate competenze che possano contribuire a promuovere e divulgare i contenuti di Expo. L’obiettivo è quello di supportare il Comune di Milano per delineare un percorso culturale e scientifico che coinvolga la società civile e per definire un programma di iniziative di accompagnamento a Expo 2015”), il Comitato scientifico, coordinato (generosamente) dalla Prof.ssa Claudia Sorlini, per il momento è tale solo sulla carta, visto che dispone di risorse irrisorie e che al momento gli è preclusa ogni possibilità di accedere a sponsorizzazioni.
Una boccata di ossigeno potrebbe arrivare dall’Unione Europea. Nel comunicato del 4 marzo scorso il Comune di Milano annuncia: “L’adesione ufficiale della Commissione Europea è una conferma della fiducia dell’Europa nella capacità di Milano e dell’Italia di dar vita a un evento globale di successo … L’agricoltura del futuro, il diritto al cibo sicuro, l’acqua come bene comune, la cooperazione tra Nord e Sud del mondo sono temi su cui le istituzioni europee lavorano da tempo in collaborazione con le altre grandi istituzioni internazionali. Sono certo quindi che da Bruxelles, prima e durante i sei mesi di Expo, giungerà un contributo di peso al dibattito scientifico e tecnologico di cui Milano diventerà centro mondiale in occasione della sua seconda Esposizione Universale”. 
Sulla costituenda Città Metropolitana soltanto poche parole. L’approccio che sembra emergere da parte delle istituzioni milanesi è, per semplificare, che tutto si riduca al tema abolizione della Provincia e trasferimento delle competenze alla Città Metropolitana.
Se così fosse, ma non ci sono prove contrarie, il tutto si ridurrebbe ad un’operazione miope e sostanzialmente sterile. Un approccio al tema Città Metropolitana fondato sostanzialmente sull'equazione "abolizione della Provincia uguale risparmio" risulta fuorviante rispetto agli obiettivi che stanno alla base della sua realizzazione. Ciò non toglie che il riordino delle competenze e delle funzioni tra i diversi soggetti presenti nell'area metropolitana milanese deve avere come orizzonte la riduzione della spesa pubblica unitamente al miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, dell'efficienza e della qualità dei servizi.
Alla Città Metropolitana, infatti, dovranno essere trasferite non soltanto le competenze attuali e future delle Province, ma anche quelle dei comuni aventi valenza sovracomunale. Una cessione di poteri importante da parte degli attuali comuni (e non indolore) della quale poco si parla e ancor meno si studiano ipotesi di lavoro e tempi per realizzarla.
Anche se la data del 1° gennaio 2014, molto probabilmente, non verrà rispettata, ciò non toglie che il temi per la costituzione della Città Metropolitana Milanese dovrebbero essere affrontati con decisione dalle istituzioni milanesi, anche per avviare fin da subito le possibili sinergie e realizzare i possibili risparmi.
Sarebbe bello se Milano sui temi dell’Expo e della Città Metropolitana avviasse finalmente un dibattito serio e costruttivo. Una doppia sfida nella quale tutti, ognuno in funzione dei propri interessi culturali, sociali ed economici, possiamo sentirci coinvolti.

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