di Fabio Massa
“Me ne vado”. Ai suoi amici più intimi, ai suoi collaboratori, questa mattina, Giuseppe Sala, numero uno di Expo 2015, ha rivelato tutto il proprio sconforto dopo l’arresto di Angelo Paris. Un top manager, Paris, ma non certo un suo pupillo e neppure un suo stretto collaboratore, perché in un’azienda così grande non ci sono legami strettissimi, tanto da causare una vera e propria dipendenza, se non sugli obiettivi. I magistrati l’hanno detto chiaro e tondo: Sala non c’entra niente. Ma che Expo sia una fucina di guai, è chiaro. Ecco quindi quello sfogo: “Me ne vado”. Magari alla fine non lo farà, ma secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, di certo ci sta pensando. Sta pensando che forse non ne vale la pena essere l’unico a crederci, in questa Expo, il cui fallimento sarebbe un flop planetario, una pessima figura non solo per Milano ma anche per l’Italia.
Lo sa bene anche Palazzo Chigi che, secondo informazioni raccolte da Affaritaliani.it, sarebbe intervenutto in prima persona per fornire a Sala adeguate garanzie. Una mossa che, nel corso del cda straordinario convocato dopo gli arresti, avrebbe fatto rientrare le dimissioni. Anche se lascia la porta aperta “all’esame delle migliori condizioni di lavoro”, la dichiarazione rilasciata da Sala al termine del consiglio sa di disgelo: “La gravità dei fatti emersi oggi, l’importanza dell’Expo per l’Italia e l’assoluta convinzione che la legalità sia il valore fondante del lavoro di chi opera per il Paese, mi obbligano a riflettere a fondo sulle modalità di conduzione di Expo nel suo ultimo anno di preparazione. Svolgo da sempre la mia attività professionale credendo nel lavoro di squadra e nella lealtà dei comportamenti. Oggi questa fiducia appare sorprendentemente tradita da una delle persone di Expo; dal mio punto di vista non intendo sottrarmi alla responsabilità che comunque è sempre in capo a chi guida una società. Apprezzo le autorevoli dichiarazioni di solidarietà e sostegno che giungono da più parti, e in particolare dal Ministro Martina, dal Presidente Maroni e dal Sindaco Pisapia, e ritengo estremamente prezioso il lavoro della Magistratura a favore della piena realizzazione dell’Expo. Per questo, in vista dell’incontro di martedì con il Presidente del Consiglio, intendo esaminare quali siano le migliori condizioni di lavoro della Società nell’esclusivo interesse dell’Expo, del Paese e dell’assoluto rispetto della legalità”.
@FabioAMassa

