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Milano
Cgil tra Expo e la Scala: niente "prima" della Turandot il primo maggio?

Sulla vicenda dell’astensione dal lavoro della Cgil il primo maggio alla Scala, il segretario milanese della Cisl Danilo Galvagni dice: “Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità di tutte le organizzazioni sindacali e di tutti i lavoratori della Scala. Senso di responsabilità dettato anche dall’autonomia gestionale e finanziaria conquistata dal teatro milanese, che impone un’attenzione diversa, anche dei lavoratori, all’impegno messo in campo con l’obiettivo di mantenere il Piermarini ai vertici della cultura internazionale. L’appuntamento del primo maggio 2015, con l’inaugurazione di Expo Milano 2015, è del tutto eccezionale. Sarebbe grave se il primo atto di una città che ospita un evento così straordinario, coincidesse con un’agitazione tale da impedire la recita della Turandot alla Scala. L’impegno che istituzioni e parti sociali, a partire dalle organizzazioni sindacali, hanno messo in campo per trasformare l’Esposizione universale in un occasione per rilanciare il lavoro sul nostro territorio, non può essere messo in discussione da una interpretazione miope di leggi e regolamenti. Il sindacato ha il dovere di concorrere alla buona riuscita di Expo, in tutti i suoi momenti, in tutte le sue manifestazioni”, conclude Galvagni.

Sulla decisione della Cgil di favorire l'astensione dal lavoro al teatro la Scala, il primo maggio, giorno d’inaugurazione di Expo, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia ha detto: “È legittima la loro decisione, chiedo solamente un momento di riflessione perché, in fin dei conti, è un vantaggio anche per loro che ci sia una grande rappresentazione della Scala il giorno dell’inaugurazione di Expo, perché questo porterà possibilità di nuovi posti di lavoro in prospettiva. Quindi pieno rispetto, pienamente legittima la loro decisione, però serve una ulteriore riflessione, e spero che ci possa essere una soluzione condivisa da tutti”.

Mariastella Gelmini, coordinatrice lombarda di Forza Italia, a proposito dell'invito della Cgil ai dipendenti della Scala di partecipare alla manifestazione del Primo Maggio 2015, giorno di apertura dell'Expo, e quindi di non lavorare, proprio quando dovrebbe andare in scena in Teatro la Turandot, ha dichiarato: "E' qualcosa di più di un atto sindacale, è manifesto di arretratezza culturale, storica e sociale. Si difende il rito del 1° Maggio e il proprio interesse di rappresentanza, contro un evento straordinario di cultura e contro l'interesse di tutti, di Milano, del Paese, degli stessi lavoratori scaligeri. Il sindaco Giuliano Pisapia, che è presidente del Teatro, subito avrebbe dovuto dire una parola chiara contro questa indicazione. Ci auguriamo che questa parola arrivi, sia pure in ritardo e malgrado le recente svolte radicali a sinistra del primo cittadino".

Duro  Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia: "La Scala è il simbolo per eccellenza di Milano e uno dei brand più conosciuti in tutto il mondo, forse il più prestigioso. Assolutamente grave è la scelta dei lavoratori della Scala di non lavorare il primo maggio per la messa in scena della Turandot il giorno di apertura di Expo. Si tratta a parer mio di una scelta del tutto ideologica che come al solito penalizzerà Milano e la sua immagine nel mondo. Ancora più grave appare il fatto che il sindaco Pisapia, Presidente del Cda della Scala, non abbia messo in campo gli strumenti a sua disposizione per fare chiarezza sulla questione. Tutto questo dimostra, ancora una volta, come Pisapia non abbia mai creduto nell’evento Expo e, con un atteggiamento autolesionistico, continui a non fare nulla per valorizzarlo".

Per Nicolò Mardegan, coordinatore cittadino di Ncd: "dopo il convegno dei “no-Expo” a Palazzo Marino, il sindaco definisce “legittima” la scelta della Cgil di scioperare alla Scala il primo Maggio, giorno di apertura della manifestazione. Le posizioni veterocomuniste della CgilL, spalleggiate dal sindaco, ci stanno esponendo a una figuraccia internazionale”. Lo dichiara il coordinatore cittadino di Ncd, Nicolò Mardegan. “Il danno di questa giunta, interessata solo a difendere posizioni ideologiche superate, lo prova la classifica dei Fashion hubs, che ha declassato Milano dal terzo al quinto posto. Nulla da stupirsi visto che l’amministrazione attacca gli stilisti e le eccellenze della moda definendoli evasori, vedi caso Dolce&Gabbana”. Milano deve attrarre investimenti esteri e prepararsi ad accogliere il mondo. I milanesi sapranno farlo nonostante Pisapia”.

Commenta infine anche Graziano Gorla, segretario generale Cgil Milano: "Vedo che si sta alzando la polemica. Rifiuto la logica dello scontro. Expo è un evento talmente importante che c’è bisogno  di comprendere le ragioni degli uni e degli altri. Per questo ritengo necessario che in queste ore la riflessione aperta con i lavoratori e gli iscritti Cgil della Scala possa indicare una proposta che sappia coniugare la particolarità dell’evento con il non ripersi in futuro di simili situazioni, così da circoscrivere questo evento nella più assoluta eccezionalità. Ribadisco inoltre che non c’è alcun stato di agitazione né tantomeno di sciopero alle porte indetto dallo Slc Cgil ".

 

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