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Milano
F2i, acque agitate per Vito Gamberale. E il Comune spera per la Sea...

di Fabio Massa

Pare ci siano acque agitate al vertice di F2i. Al contrario di Sea, dove il clima è tranquillo. La vicenda della cessione di quote tra Comune e Regioni della società aeroportuale, per ovvie ragioni, finisce per coinvolgere anche F2i che proprio di Sea è socio forte di minoranza, con il 44 per cento delle quote, rastrellate in parte da Palazzo Marino e in parte da Palazzo Isimbardi. Secondo quanto riferito da Affaritaliani.it infatti, l'operazione così come propagandato da Maroni e Pisapia, non può vedere la luce se non con un accordo con la F2i amministrata da Vito Gamberale. Il passaggio del 9 o del 10 per cento, infatti, stando alle battaglie passate proprio di F2i, dovrebbe avvenire con un bando pubblico. Bando pubblico sul quale potrebbe mettere le mani proprio lui, l'ingegnere, visto che quella quota gli garantirebbe la maggioranza. Bando pubblico che i due enti però non vogliono in nessuna maniera perché esporrebbe Pisapia al rischio politico di perdere la maggioranza. Dunque, niente cessione del 9 o 10 per cento. Più probabile invece sarà la cessione del 4 per cento, che lascerebbe comunque al Comune la maggioranza assoluta, e che permetterebbe alla Regione di entrare con un piede nella Sea. Alcuni pensano che dalle parti di Palazzo Lombardia si possa addirittura iniziare una trattativa con Gamberale per acquisire una parte della sua quota, stante il fatto che la maggioranza non è più un obiettivo alla portata. Tutto questo, finché le forze in campo sono quelle attuali. Tuttavia c'è chi vocifera che in F2i, appunto, ci siano acque agitate. E che l'obiettivo sarebbe proprio Vito Gamberale. Gli ultimi "movimenti" dell'amministratore delegato pare non siano piaciuti alle banche che sono "sponsor" (soci) di F2i, in particolare a Unicredit. Il motivo principale dei mal di pancia è legato a un'altra partita che ha giocato Gamberale al di fuori di F2i, ovvero quella di Telecom. L'ingegnere si è infatti schierato con Marco Fossati (Findim) nel suo tentativo di sfiduciare il cda di Telecom Italia guidato da Marco Patuano. E nel corso dei mesi antecedenti lo scontro finale, poi perso, erano volate parole grosse anche con Federico Ghizzoni, che di Unicredit è l'amministratore delegato: "Non fare scherzetti", gli disse a novembre, ironizzando su Halloween. In Telco, il grande nemico di Fossati, c'è anche Banca Intesa. Un altro degli azionisti forti di F2i. Gamberale e Fossati avevano composto un ticket del quale oggi l'ad di F2i potrebbe pagare il prezzo.

Ma non è finita. Perché ha stupito (giacché nessuno pare ne sapesse nulla) la presenza di Gamberale al vertice preventivo di maggioranza a fine febbraio, con Renzi premier da pochissimi giorni e a governo ancora non formato. Era in rappresentanza del Partito Socialista Italiano, insieme al coordinatore nazionale Marco Di Lello. La vicinanza "politica" di Gamberale al Psi è cosa nota fin dagli anni '90, e ancora nel 2011 Gamberale partecipava alla festa nazionale di Bologna. Tuttavia anche questa mossa ha stupito. E infastidito. Infine ci sono le vicende giudiziarie, le lettere alla Consob, i ricorsi al Tar. Una politica molto aggressiva che mal si acconcia a certi principi di understatement.

Comune e Regione intanto sperano. Perché se Gamberale dovesse saltare, a questo punto l'operazione sarebbe più semplice. C'è chi infatti vocifera che l'interesse di F2i per Sea sia strettamente legato all'idea del suo amministratore delegato (cosa peraltro abbastanza ovvia). Via l'ad, cambierebbe anche la prospettiva del fondo. E certi scambi e certe operazioni potrebbero esserne facilitati.

@FabioAMassa

Tags:
f2i







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