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Milano

 

 

fabrizio sala

di Fabio Massa

 

Fabrizio Sala, sottosegretario all'Expo, ha preso da poco possesso degli uffici del trentesimo piano. Una volta, in questi spazi, c'era Roberto Formigoni. Dell'ex governatore resta poco: una targa dell'autodromo di Monza e una sagoma gigante in scala 1 a 1. Ad Affaritaliani.it Sala racconta del rush finale delle Esposizioni: "Il mio ruolo è molto operativo. Dobbiamo recuperare il tempo perduto sui contenuti. Dobbiamo portare Expo in tutte le province lombarde. Il 30esimo piano del Pirellone? Porte aperte a tutte le idee. Anche a quelle di Boeri. Basta liti sulla primogenitura, adesso è tempo di fare squadra"

Fabrizio Sala, lei è il sottosegretario all'Expo. Un ruolo operativo oppure una sorta di prebenda?
Un ruolo molto operativo. La mia storia lavorativa è quella di un uomo che aiuta le aziende a divenire internazionali. Nel contesto dell'internazionalizzazione l'occasione principe dei prossimi anni è proprio quella di Expo.

Una grande occasione o un flop annunciato?
Una grande occasione, assolutamente. Dal punto di vista dei contenuti è un'occasione. Se piccola o grande, questo dipenderà da noi, da quanto saremo bravi. Sotto l'aspetto delle infrastrutture ci saranno questioni che andranno risolte però penso che da due settimane a questa parte abbiamo ridefinito un po' i compiti di Expo. Il commissario Sala ha il compito di preparare le strutture entro il 31 dicembre di quest'anno. Ha i poteri per farlo, questo è il suo compito.

E il suo?
Il mio compito, quello di Regione Lombardia, è di staccarci sui contenuti, in collaborazione con il Governo, con il Padiglione Italia, per sviscerarli e per capire qual è la presentazione migliore.

Siamo in ritardo?
Siamo in ritardo. Se avessi dovuto pensare a come trattare i contenuti, ci avrei pensato all'atto della richiesta di candidatura. Una volta che ho lo slogan, poi dopo bisogna anche pensare che cosa l'Italia si vuole giocare ma soprattutto che cosa vogliamo fare per attirare qua il maggior numero di visitatori.

Che cosa volete fare?
A livello di contenuti, dobbiamo andare a prendere prima di tutto nella contemporaneità mondiale quelle che sono le esperienze in materia di nutrizione, di sostenibilità, di green e vedere qui, sul nostro territorio lombardo, quali sono i soggetti che più si sono distinti e che abbiano delle caratteristiche che possiamo mettere in vetrina, che ci possiamo spendere. Poi dobbiamo pensare che Expo deve uscire fuori da Milano. Monza è la sede di rappresentanza dell'Expo, ma in tutte le Province dobbiamo riuscire a portare i visitatori. Non dobbiamo limitarci ad offrire loro il sito espositivo, piazza Duomo, la villa Reale, Venezia e il lago di Como. Stiamo pensando a come fare a portare tutte queste delegazioni straniere in tutte le province della Lombardia. E non solo in Lombardia.

Torniamo ai ritardi. Sono frutto di una lunga storia di litigi. Adesso in che fase siamo?
Secondo me siamo in una fase positiva. Potremmo avere ancora dei contrasti, però un conto è avere dei contrasti per scegliere la formazione che deve entrare in campo, un conto è avere contrasti per capire chi deve tirare in porta e fare gol. Sono cose diverse: litigare per la formazione è negativo. Litigare per chi vuole fare rete, vuol dire avere tanta voglia di vincere la partita. C'è stata una scelta di pragmaticità da parte del Governo, quando sono venuti a Milano con i ministri e gli attori principali. Direi che abbiamo accantonato le liti di primogenitura.

I ruoli sono definiti, insomma.
Esatto, i ruoli sono definiti. L'Expo è un'opportunità per l'Italia.

Siamo al 30esimo piano del Pirellone. Lei ha preso il posto di Roberto Formigoni. Che cosa le ha lasciato?
Il nostro ruolo è differente. Sono in questo spazio perché Regione Lombardia vuole che le porte di questo piano siano aperte a tutti. Questo luogo deve pullulare di idee, di gente, di proposte. Cercheremo di fare la sintesi.

Non ci sono polemiche su questo?
No, direi di no. Sono l'unico del Pdl rimasto in questa partita, ma non è un problema.

A Palazzo Reale si è tenuto un convegno sull'acqua. Quanto è importante l'acqua per la Regione Lombardia?
Fondamentale. Le nostre esperienze in materia idrica in alcuni casi possono sembrare antiche, e invece sono molto attuali. E non parlo solo del sistema dei Navigli. Abbiamo tante caratteristiche legate all'acqua, dobbiamo valorizzarle tutte. Sono partite in anticipo l'alimentazione e l'agroalimentare, ma adesso sull'acqua recupereremo il terreno perduto.

Torniamo all'idea iniziale. E' di Stefano Boeri. E' ancora coinvolto o è assolutamente fuori?
Conosco Stefano Boeri per motivi professionali e dico che tutti i soggetti possono dire la loro sui contenuti. Senza badare alle primogeniture. Siamo come un'orchestra, dobbiamo lavorare insieme.

Maurizio Martina è stato nominato sottosegretario all'Expo per il Governo. Come è il vostro rapporto?
Ci sentiamo molto spesso. Stiamo organizzando la riunione con tutte le regioni d'Italia per l'Expo. Ci stiamo sentendo per il grande evento che organizzeremo a Monza. E' un rapporto molto positivo.

Chiudiamo sulla polemica tra Bracco e Sala nella vicenda Cibus-Tuttofood. E' una riedizione dei vecchi scontri Bracco-Stanca etc etc?
Tagliamo la testa al toro: questa è una corsa ad arrivare, ad esserci, ad avere la vetrina migliore. Occorre concertare, ma la competitività non è negativa quando si vuole arrivare al risultato. Su questo sono ottimista.

@FabioAMassa

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