“Dobbiamo prendere atto che il Movimento Cinque Stelle ha avuto una crescita politica e non solo numerica importante. Non e’ piu’ solo un fenomeno di protesta occasionale, e’ una realta’ politica che merita rispetto e con la quale bisogna fare i conti”. Berlusconi da tempo elogia alcuni esponenti M5s, da Di Maio a Di Battista, spese parole positive anche nei confronti di Virginia Raggi. Ma e’ la prima volta che da FI c’e’ una apertura cosi’ forte verso il Movimento di Grillo che, questa la premessa, “rimane ovviamente lontano e incompatibile con noi e con la nostra cultura, nessuna alleanza e’ possibile, e finora i Cinquestelle hanno fallito la prova di governo delle citta’, ma e’ ora – ha scritto il Cavaliere in una nota – di prenderlo sul serio e di confrontarsi sui contenuti”.
E poi la chiusa: “Escludiamo ogni ipotesi di sostegno al ballottaggio ai candidati del centro-sinistra, anche quando si trovino a competere con i candidati del Movimento Cinque Stelle, come a Roma e a Torino”. L’ex premier punta su Milano, l’auspicio neanche tanto velato e’ che i voti pentastellati possano finire in parte a Parisi e non a Sala. E per questo Berlusconi guarda all’appuntamento di ottobre, sottolinea ancora nella nota che con le comunali “gli italiani stanno dicendo di no” a Renzi, “e con questo scenario il referendum non ha speranza”. Nessuna risposta, invece, a Salvini e alla Meloni. Con il primo che ha lanciato una sorta di Opa nel centrodestra, dando appuntamento per il 26 giugno con la Leopolda leghista, e la seconda che ha attaccato il Cavaliere, “nulla sara’ come prima, lui ha aiutato il Pd e Renzi”.
Ma l’ex presidente del Consiglio nel dire che al ballottaggio a Roma votera’ scheda bianca e che quindi non vi sara’ alcun soccorso a Giachetti dimostra di concordare con la linea del Carroccio e di Fdi e di quell’area del partito azzurro che ora attacca le scelte compiute nella Capitale. “Avevamo ragione noi – dicono in coro dietro le quinte coloro i quali criticarano la scelta di puntare su Bertolaso e di convergere poi su Marchini -, ora e’ fallito l’esperimento di formare un quarto polo o di trasformare FI in un movimento civico”.
In realta’ la tentazione di sbarrare la strada alla Raggi in una parte di FI ancora sopravvive, visto che Mr emergenze, per esempio, ribadisce che il 19 giugno votera’ per il candidato dem. Berlusconi, inoltre, dopo aver invitato gli alleati a riflettere su quanto avvenuto a Roma e Torino ci tiene a sottolineare che FI resta il primo partito del centrodestra. Nessun crollo quindi. Anzi dietro le quinte in molti in FI rimarcano come la decisione dell’ex premier abbia fermato la Meloni e ridimensionato Salvini che e’ stato battuto a Milano dalla stessa Gelmini. In prospettiva, pero’, molti dirigenti azzurri tornano a guardare alla strada della lista unica. Con meccanismi democratici di selezione della classe dirigente e lo strumento delle primarie per decidere chi ne sara’ il leader.


