di Fabio Massa
Ormai Giorgio Gori è ampiamente in pista. Il sindaco di Bergamo si è messo in testa di correre alle Regionali. Di non arrendersi al mantra che dalle parti di Palazzo Lombardia e soprattutto dalle parti del Pirellone, che tutto è ormai perduto. E che la Regione non è contendibile. Per buttarsi nella mischia, ha iniziato una marcia di avvicinamento che lo vede spessissimo presente alle iniziative di partito a Milano, e che lo sta già vedendo fare piani di conquista, o quantomeno di battaglia nei confronti di un Roberto Maroni che si mostra molto sicuro del fatto suo. Anche perché in Lega Nord (pur con qualche spigolo, come l’intervista durissima rilasciata alla Verità, nella quale si leva qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Salvini), pare tornata la pace.
Il problema è a Bergamo. Che cosa potrebbe succedere in una delle città più importanti della Lombardia, qualora Gori intraprendesse la sfida regionale? La prima cosa da dire è che la città, da rilevazioni, pare non la prenderebbe benissimo. E sarebbe un primo scoglio: senza conquistare Bergamo non si conquista la Regione. E di più: Bergamo da sola non basta. La seconda considerazione, secondo rumors raccolti da Affaritaliani.it, riguarda la spina nel fianco interna, cittadina, che nasce e cresce da anni proprio nel feudo di Gori. Si tratta dell’assessore regionale forzista Alessandro Sorte. Classe 1984, vicino a Toti e Gelmini, già consigliere provinciale, eletto con quasi tremila preferenze, è uno degli enfant prodige della Regione Lombardia. Su Bergamo batte senza sosta da sempre, tanto che adesso, se Gori dovesse intraprendere la sfida della Regione, per lui si potrebbe aprire un percorso verso la carica di sindaco. Tanto più che secondo un sondaggio riservato, pare che il politico più noto dopo lo stesso Gori sia appunto Sorte, con il 60 per cento. E che può partire da una base di apprezzamento del 44 per cento. Insomma, Gori si dovrebbe guardare le spalle. Sempre che davvero decida di spiccare il volo verso Milano.
@FabioAMassa
fabio.massa@affaritaliani.it

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