Regione Lombardia – prima regione in Italia – ha da qualche giorno la sua legge dedicata ai data center. Dopo un iter lungo e complesso iniziato lo scorso dicembre, il PDL 150 è stato approvato nei giorni scorsi in Consiglio regionale. Tra i protagonisti che hanno permesso questo primato lombardo il consigliere regionale e presidente della V Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità Jonathan Lobati (Forza Italia), relatore del provvedimento, che ha guidato l’iniziativa dalla sua presentazione fino al voto finale in Consiglio.
Una legge chiesta a gran voce dal territorio e figlia di un contesto economico e tecnologico in rapida evoluzione. La nuova normativa definisce criteri chiari per l’individuazione delle aree idonee alla realizzazione e all’ampliamento degli insediamenti, con un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica e alla tutela del territorio.
Nello specifico, il testo approvato introduce significativi vincoli a tutela dell’ambiente, aumentando gli oneri per chi consuma suolo agricolo o in aree protette e valorizzando i progetti che prevedono la restituzione dell’acqua utilizzata per il raffreddamento ai sistemi irrigui o ambientali.
“Con questa legge la Lombardia si dota di uno strumento moderno e necessario per governare una trasformazione già in atto – ha commentato Jonathan Lobati –. Abbiamo scelto di coniugare sviluppo e sostenibilità, offrendo certezze a chi decide di investire e, allo stesso tempo, tutele chiare per i territori, le comunità locali e l’ambiente.
Per garantire uno sviluppo ordinato, l’insediamento delle nuove strutture dovrà essere coerente con l’effettiva capacità delle reti elettriche e idriche, estendendo le misure premiali agli interventi più virtuosi sul piano dell’efficienza energetica. I Comuni avranno un anno di tempo per mappare le aree dismesse e degradate da mettere a disposizione, mentre Regione monitorerà l’efficacia della legge con verifiche ambientali ed economiche. È infine garantita la continuità amministrativa per i procedimenti già in corso, evitando blocchi o sospensioni”.

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