Lo spazio della Galleria Vittorio Emanuele II occupato da vent’anni dalla libreria Feltrinelli resterà destinato ai libri. La giunta comunale ha approvato una delibera proposta dall’assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Emmanuel Conte, che dà il via a un nuovo bando per i locali con accesso al piano terra e sviluppo tra piano ammezzato e sotterraneo.
Il contratto di Feltrinelli è scaduto nel 2018 e non può essere rinnovato senza gara attraverso le norme riservate alle Botteghe Storiche, dal momento che la concessione risale al 2006, quando la libreria subentrò negli spazi precedentemente occupati da Ricordi. Per tutelare però la presenza di presìdi culturali all’interno della Galleria, il Comune ha scelto per la prima volta di vincolare il bando a un’unica attività: una libreria.
Un contratto di 18 anni a canone calmierato
La concessione avrà una durata di 18 anni. Il canone annuo a base d’asta sarà di 434mila euro per poco più di mille metri quadrati, ai quali si aggiungono circa 200 metri quadrati di locali tecnici non soggetti a canone. Il valore è stato calcolato applicando lo stesso regime riservato alle altre due librerie storiche presenti in Galleria: Rizzoli, attiva dal 1949 e salvaguardata con una delibera dell’agosto 2024, e Bocca, presente dal 1936 e confermata nel maggio 2025. Il parametro utilizzato è il canone calmierato, fermo ai valori del 2012, pari a 523 euro al metro quadrato e ulteriormente ridotto del 20%. La cifra corrisponde a circa un sesto del valore normalmente posto a base d’asta per gli spazi a destinazione commerciale. A titolo di confronto, Tiffany, che si trova di fronte, versa oltre 20mila euro al metro quadrato.
Prima il progetto culturale, poi l’offerta economica
Chi parteciperà alla gara dovrà presentare un progetto dettagliato sull’utilizzo degli spazi. La proposta sarà valutata in base alla qualità e all’ampiezza dell’offerta libraria, alle innovazioni previste, alle attività rivolte al pubblico e agli orari di apertura. Soltanto i progetti ritenuti idonei accederanno alla seconda fase, che si svolgerà attraverso un’asta all’incanto, come ormai avviene per gli altri spazi della Galleria. L’asta non sarà necessaria nel caso in cui venga presentata una sola offerta qualificata.
I sotterranei della Galleria cambiano volto
La delibera ricostruisce anche la trasformazione degli spazi sotterranei della Galleria. Il contratto sottoscritto da Feltrinelli nel 2006 riguardava quasi duemila metri quadrati, mentre oggi l’area effettivamente occupata dalla libreria e interessata dal nuovo bando supera di poco i mille metri. Nel corso degli anni, aggiustamenti tecnici e modifiche parziali hanno ridefinito i confini invisibili che corrono sotto il pavimento dell’Ottagono e dei bracci della Galleria. Nei sotterranei si muovono ormai diversi concessionari: Prada sta realizzando un passaggio immersivo tra il negozio uomo e quello donna, da un lato all’altro dell’Ottagono, mentre Savini lavora a un progetto destinato a cabaret e intrattenimento.
Una vertenza aperta da oltre otto anni
Il nuovo bando punta anche a chiudere una controversia tra Feltrinelli e il Comune che dura da oltre otto anni. Nel 2017, in vista della scadenza della concessione prevista per giugno 2018, la società aveva chiesto il rinnovo automatico del contratto. Palazzo Marino aveva respinto la richiesta sulla base delle norme che regolano la concessione dei beni pubblici. Lo spazio venne quindi messo a gara due volte, nel giugno e nel novembre 2018, ma entrambe le procedure andarono deserte. La base d’asta era fissata a 973mila euro, mentre l’unica offerta presentata da Feltrinelli, pari a 400mila euro, risultò inferiore alla soglia prevista.
Feltrinelli ha poi presentato ricorso sia davanti al giudice amministrativo sia davanti a quello ordinario. Tar e Consiglio di Stato, con una sentenza del novembre 2023, hanno dato ragione al Comune. Resta invece ancora pendente la causa davanti al tribunale ordinario. Nel 2022 Palazzo Marino aveva approvato una proposta di transazione, che non si è però concretizzata. La nuova delibera precisa che alla gara potranno partecipare “anche soggetti che sono parte di un contenzioso pendente con l’Amministrazione Comunale non ancora definito da sentenza passata in giudicato”.
Conte: “La Galleria deve conservare la propria identità culturale”
“Lo spazio resterà destinato a una libreria. La presenza di tre presìdi librari identitari e di qualità in Galleria non rappresenta soltanto un insieme di attività commerciali: costituisce uno dei tratti distintivi della Galleria Vittorio Emanuele II. Pochi luoghi al mondo riescono a tenere insieme, nello stesso spazio, grandi maison internazionali, caffè, ristorazione di qualità e librerie di valore culturale e identitario. Preservare questo equilibrio significa custodire l’identità culturale della Galleria oltre al suo valore economico. Questa delibera ci mette a disposizione uno strumento che vogliamo utilizzare ogni volta che sarà necessario. La valorizzazione del patrimonio comunale non significa inseguire soltanto il massimo rendimento economico, ma scegliere ciò che genera maggiore valore per la città. Per questo riteniamo che i presìdi culturali della Galleria meritino una tutela attiva, perché contribuiscono a renderla un luogo unico nel panorama internazionale”.

