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Garlasco, i consulenti della Procura: “E’ ragionevole che il Dna sulle unghie sia di Sempio”

Previderé e Grignani confermano la compatibilità con la linea paterna dell’indagato e ritengono poco sostenibile l’ipotesi di una contaminazione. Ma la perizia Albani aveva evidenziato limiti e criticità sull’affidabilità delle tracce

Garlasco, i consulenti della Procura: “E’ ragionevole che il Dna sulle unghie sia di Sempio”

I consulenti della Procura di Pavia, i genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, hanno depositato una nuova relazione nella quale ribadiscono che Andrea Sempio non può essere escluso come possibile contributore di due dei profili genetici maschili estratti dalle unghie di Chiara Poggi. Secondo gli esperti dell’accusa, la spiegazione “scientificamente attendibile” per la concordanza degli alleli osservati nei due campioni con quelli dell’indagato sarebbe proprio la compatibilità con Sempio e con la sua linea paterna.

“Non risultano contaminazioni nei reagenti”

Uno dei punti centrali della relazione riguarda il rischio di contaminazione delle tracce. Previderé e Grignani hanno analizzato la documentazione relativa ai campioni recuperati dal quinto dito della mano destra e dal primo dito della mano sinistra di Chiara Poggi, entrambi risultati compatibili con l’aplotipo Y di Sempio.

Secondo i consulenti della Procura, non emergerebbero contaminazioni “in traccia” nei reagenti utilizzati per l’estrazione e l’amplificazione dei margini ungueali. Per gli esperti, inoltre, sarebbe poco sostenibile, sia sul piano statistico sia su quello logico, l’ipotesi che una coincidenza casuale abbia prodotto alleli compatibili proprio con quelli dell’aplotipo Y dell’indagato.

I limiti interpretativi della perizia svolta da Denise Albani

Il quadro, però, resta tutt’altro che definitivo. La perizia svolta da Denise Albani, nominata dal gip e depositata nel dicembre 2025, aveva già accertato la compatibilità di due profili maschili con quello di Andrea Sempio o con soggetti appartenenti alla sua linea paterna. In un caso la forza della compatibilità era stata definita “moderatamente forte”, nell’altro “moderata”. Ma la stessa perita aveva evidenziato diversi limiti interpretativi.

Albani aveva infatti sottolineato l’impossibilità di stabilire con rigore scientifico se il materiale genetico fosse effettivamente sotto o sopra le unghie di Chiara, quando fosse stato depositato e attraverso quale modalità: contatto diretto, trasferimento mediato oppure contaminazione. La perizia aveva inoltre richiamato la presenza di “rischi artefattuali”, “rilevanti criticità” e il fatto che si trattasse di aplotipi Y parziali, misti e non identificativi in senso univoco.

È proprio qui che si concentra il possibile terreno di scontro tra i consulenti delle diverse parti. La nuova relazione della Procura rafforza la lettura secondo cui i due profili siano compatibili con Sempio e considera poco plausibile una contaminazione legata ai reagenti. Ma la compatibilità con un aplotipo Y non equivale, da sola, a un’identificazione individuale: il profilo può infatti essere condiviso da soggetti appartenenti alla stessa linea paterna. Inoltre, resta aperto il problema della genesi e della collocazione della traccia, elementi che la perizia Albani non era riuscita a determinare con certezza.

Le analisi hanno inoltre individuato un terzo profilo maschile che non risulta riconducibile ai soggetti presi in esame. Per questo profilo sarebbero stati esclusi Andrea Sempio, Alberto Stasi e gli amici di Marco Poggi che all’epoca frequentavano la villetta di Garlasco. Il confronto tecnico sul Dna ungueale si prepara quindi a diventare uno dei passaggi più delicati della nuova fase giudiziaria: da una parte i consulenti della Procura, che ritengono ragionevole ricondurre i due profili alla linea paterna di Sempio; dall’altra i limiti già messi nero su bianco nella perizia disposta dal gip, che non consentono di stabilire con certezza né il momento né il modo in cui quel materiale genetico sia finito sulle unghie di Chiara Poggi.

La madre di Sempio: “Mio figlio è totalmente estraneo all’omicidio di Chiara Poggi”

Nel frattempo Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, è tornata a parlare sostenendo l’innocenza del figlio: “L’unica cosa che posso dire è che mio figlio con l’omicidio di Chiara Poggi non c’entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo. Mio figlio sta aspettando come aspettiamo tutti noi”. Lo ha detto Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, intervistata da Antenna3 Lombardia nel corso della trasmissione ‘Lombardia Nera’. “L’unica cosa che posso dire è che mio figlio con l’omicidio di Chiara Poggi non c’entra assolutamente niente, ed è totalmente estraneo. Mio figlio sta aspettando come aspettiamo tutti noi. Delle prove non ci interessa nulla, l’unica cosa di cui siamo sicuri è che mio figlio è totalmente estraneo” ha ribadito infine.