Mariastella Gelmini, coordinatrice regionale di Forza Italia, esterna su facebook il suo giudizio sulla bocciatura della Giunta Pisapia sull’attuazione dei 5 quesiti referendari del 2011 da parte della consulta cittadina: “Le scelte delle Amministrazioni locali mostrano l’esistenza di due ambientalismi: uno conservatore e ideologico, e uno innovativo e pragmatico. Il primo tipo esalta la componente utopistica, soddisfa le pulsioni del movimentismo ambientale, e propone ricette ultimative e radicali. Un esempio? I cinque referendum del movimento arancione milanese del 2011. I quesiti mettevano ai voti proposte come: ‘raddoppiare gli alberi’, ‘raddoppiare l’area Ecopass’, ‘riaprire i Navigli’, ‘un giardino per ogni abitante a meno di 500 metri da casa’, ‘demolire le case a bassa efficienza energetica’. Questo genere di ambientalismo, svaporata l’esaltazione del momento, lascia spazio entro breve al rituale delle polemiche sulle ‘mancate attuazioni’”.
“Ed ecco – prosegue Gelmini – la Consulta per l’Attuazione dei 5 referendum accusare il Comune di Milano di tradimento di quegli ‘ideali’. Negli anni del Centrodestra ci si è sempre tenuti lontani da questo approccio ideologico e chiacchierone, e si sono fatte scelte di innovazione ambientale. Albertini e Moratti non hanno fatto referendum, non hanno riempito le piazze a suon di slogan: al contrario, sono stati guardati con sufficienza se non ostilità dai circoli ambientalisti. Ma hanno dato a Milano i maggiori parchi riqualificati oggi esistenti: Parco di Trenno, Parco Sempione, Parco delle Cave, Parco delle Basiliche: tutti fatti rinascere dal Centrodestra, oltre a centinaia di giardini di quartiere rimessi a nuovo grazie alla collaborazione col privato. Le nuove metropolitane, il carsharing e il bikesharing sono realizzazioni innovative del Centrodestra. E’ stato il Centrodestra ad assumersi la responsabilità politica di chiudere il centro alle auto con Ecopass, e non Pisapia che con Area C ha semplicemente ristretto i criteri di accesso. Ed è stato il Centrodestra a progettare e realizzare i nuovi quartieri (da Porta Nuova a City Life) che hanno elevato la qualità ambientale di Milano. Se oggi Milano compete in Europa in termini ambientali, lo si deve non ai referendum arancioni, ma alle scelte innovative e concrete del Centrodestra”.

