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D&G, il giudice: “Cessione a Gado nell’esclusivo interesse di Dolce e Gabbana”

D&G, il giudice: “Cessione a Gado nell’esclusivo interesse di Dolce e Gabbana”

 

 

dolce e gabbana lp 500

La cessione dei marchi alla societa’ lussemburghese Gado avvenne nell’”esclusivo interesse”di Stefano Gabbana e Domenico Dolce. Lo sottolinea il giudice Antonella Brambilla nelle motivazioni della sentenza con cui ha condannato i due stilisti a 1 anno e 8 mesi di carcere (pena sospesa) per omessa dichiarazione e li ha assolti “perche’ il fatto non sussistite” per il reato di dichiarazione infedele dei redditi.

Nelle motivazioni, il giudice ricostruisce la vicenda relativa alla societa’ lussemburghese Gado alla quale i due creatori di moda avevano venduto (per 360 milioni) i marchi del gruppo che, stando alla ricostruzione della Procura, valevano molto di piu, oltre un miliardo di euro, circostanza che avrebbe comportato il pagamento di tasse piu’ elevate.

“Per quanto attiene agli imputati Stefano Gabbana e Domenico Dolce si ritiene certamente configurabile l’essenziale contributo causale attraverso la stessa costituzione della societa’ e la cessione dei marchi e il contratto di licenza e quindi a prescindere dalla determinazione del valore dei marchi”, scrive il giudice che aggiunge: “La stessa costituzione di Gado non puo’ ritenersi che finalizzata a trasferire in Lussemburgo il reddito derivante dalle royalties e quindi certamente tale progetto, tenuto conto che i due stilisti avevano sottoscritto il fondamentale contratto di cessione, pare elaborato in realta’ nel loro esclusivo interesse”. Il giudice ritiene che sia “un dato di fatto che la Gado non svolgesse alcuna concreta attivita’”. Il contratto di cessione dei marchi risale al 2004. Nel 2007, in seguito a una verifica fiscale ai due stilisti venne contestata una maxi evasione.

Nelle motivazioni al verdetto  il giudice Brambilla sottolinea la “consapevolezza” dei due stilisti nella costituzione di una societa’ in Lussemburgo, la Gado, proprietaria di due marchi del gruppo e di fatto gestita in Italia, per ottenere vantaggi fiscali.