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Milano


Con gli interventi di Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo e di Ermanno Olmi, regista e grande conoscitore della cultura lombarda si è concluso il ciclo di incontri ‘Lombardia in Movimento” promossi dall’Ambrosianeum in collaborazione Fondazione Cariplo, Circolo De Amicis, Fondazione Micheletti (Brescia), Fondazione Zaninoni (Bergamo), Fondazione Romagnosi (Pavia), Fondazione Bombardieri (Sondrio), Coordinamento Comitati Milanesi e F.U.C.I. Milano.

Giuseppe Guzzetti, nel corso del suo intervento centrato sull’importanza della partecipazione come movimento che nasce dal basso ma che deve essere capito e aiutato a crescere dalle istituzioni, riferendosi alle recenti vicende della Fondazione Monte Paschi di Siena ha detto che: “Quella vicenda non può e non deve essere un motivo per mettere in discussione il ruolo e le regole che disciplinano le Fondazioni bancarie”.

Il Maestro Ermanno Olmi, in un intervento videoregistrato perché all’estero per motivi di lavoro, ha sottolineato l’importanza che: “Intellettuali e istituzioni imparino ad ascoltare gli ‘ultimi’ perché da loro molto spesso non viene solo una segnalazione di bisogni, ma vengono anche utili indicazioni per dar loro risposte”. Nei quattro incontri, tenutisi in Ambrosianeum tra dicembre e gennaio a cui hanno partecipato oltre 500 persone, si è avuta una risposta affermativa e documentata, toccando i temi chiave all’ordine del giorno della Lombardia (lavoro ed economia, cultura e sviluppo, welfare e sanità, ambiente, paesaggio, beni artistici e il valore della conoscenza, crisi delle Istituzioni e partecipazione).

Nel Manifesto finale, redatto da Marco Vitale e Marco Garzonio e approvato da tutti i promotori, si dice che la Lombardia potrà superare i molti problemi che l’affliggono, non ultimo: “Il principio di affiliazione invece che principio di merito, corruzione diffusa, penetrazione nel tessuto sociale della 'ndrangheta ed altre mafie, dando vita ad una politica economica e sociale che rimetta al centro lo sviluppo dell’uomo, l’occupazione, la qualità della vita, la cultura, il bene vivere e che, attraverso queste componenti, insieme ad una rammodernata e più funzionale organizzazione delle autonomie locali, potrà nascere un rinnovato patto di convivenza che unisca invece che dividere e aiuti a tornare ad esser protagonisti in Europa”. Il Manifesto si conclude con l’impegno dei partecipanti di Lombardia in Movimento a impegnarsi “a collaborare nelle rispettive attività e attraverso le diverse esperienze associative per il nuovo ciclo della Lombardia, in spirito di gioiosa speranza”.

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