Fermata per un controllo dai carabinieri della stazione di Gonzaga, nel Mantovano, una donna di 38 anni ha finto di cercare la patente nella borsa, poi ha fornito le proprie generalità e ha accettato il verbale con l’invito a esibire il documento in caserma entro venti giorni. È la procedura ordinaria quando il conducente dichiara di non avere con sé il titolo di guida. In questo caso, però, non c’era nulla da esibire: quella patente non l’aveva mai conseguita.
La sorella con il documento in regola al posto suo
Nei giorni successivi in caserma si è presentata una donna con una patente valida e i documenti in ordine. Non era però la stessa persona sorpresa al volante: al posto della trentottenne era arrivata la sorella maggiore, 50 anni, l’unica delle due ad aver superato l’esame di guida. L’inganno è durato pochi minuti. Ai militari è bastato un controllo per accorgersi che la persona davanti al banco non corrispondeva a quella identificata durante il posto di blocco.
Verbale per una, denuncia penale per l’altra
Alla conducente restano le sanzioni previste dal Codice della strada per chi guida senza aver mai conseguito la patente. Per la sorella che si è presentata al suo posto è scattata invece la denuncia per sostituzione di persona, il reato dell’articolo 494 del codice penale, che punisce chi si attribuisce un falso nome o un falso stato per procurare a sé o ad altri un vantaggio.

