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Milano
Il gran ritorno di Letizia Moratti alla politica “sociale”

Il gran ritorno di Letizia Moratti su un palcoscenico pubblico. L’ex sindaco di Milano ha scelto Seregno, per sostenere la corsa alla poltrona di primo cittadino di Tiziano Mariani, titolare di un’impresa leader a livello assicurativo ed editore di Radio Lombardia, è tornata in campo. Senza mai neppure accennare a Pisapia e ai temi di quella campagna elettorale persa, nel 2011. Senza neppur voler sfiorare “le beghe della politica”, ma badando solo ai contenuti. 

Stuzzicata dalle domande di Luigi Losa, già direttore del Cittadino, Letizia Moratti ha esordito snocciolando un paio di dati per far capire l’importanza di dedicare sempre più attenzione al sociale: “Ci sono 212 milioni di disoccupati attesi nel mondo  da qui al 2019, il debito pubblico è aumentato di 18 mila miliardi di euro per i Paesi del G8 negli ultimi sette anni. In più l’enorme differenza tra la domanda di servizi di welfare e la capacità degli Stati di offrire quanto necessario: in Italia è stimata in 70 miliardi di euro, si parla di 80 miliardi di euro per la Germania e addirittura di 120 miliardi di euro per il Regno Unito. Aggiungiamo che le previsioni di uscita dalla crisi non sono delle migliori: di qui la necessità di guardare a nuovi modelli. Vanno trovate nuove strade per dare servizi sociali e assistenziali, ma anche per dare occupazione. Non è un caso che il cosiddetto ‘terzo settore’, che a mio avviso dovrebbe essere il primo, è l’unico settore che continua a crescere per ricchezza e occupazione”.

Insomma, quella di Letizia Moratti è una vera e propria ricetta, elaborata nel suo osservatori di San Patrignano, sua casa e suo grande amore. “Bisogna investire per le generazioni future, alla base del nostro agire ci deve essere l’altruismo”, ha detto Letizia Moratti, che ha bacchettato la finanza, responsabile di “aver generato la crisi salvo poi riversarla sulle imprese e sulle famiglie”.

“Il sistema non funziona più ed è penalizzante. La frantumazione delle responsabilità istituzionali non ci permette di andare avanti. Ma abbiamo anche zavorre culturali: la fatica di cambiare, per esempio - ha attaccato Letizia Moratti - L’Europa? La scelta di essere rigorosi non corrisponde al momento storico che stiamo vivendo. Ognuno nel proprio ambito può e deve fare qualcosa. Dobbiamo avere fiducia in noi stessi, credere sempre di potercela fare. La fiducia genera positività, la politica deve raccogliere questo messaggio e tradurlo in azioni concrete. Perché prima di tutto e sopra a tutto c’è sempre e soltanto l’uomo”.

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