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Il San Matteo di Pavia conquista la certificazione europea OECI: è tra le eccellenze oncologiche d’Europa

Il Policlinico San Matteo di Pavia, presieduto da Alessandro Venturi e diretto da Vincenzo Petronella, ottiene la certificazione europea OECI come Comprehensive Cancer Centre with Research Excellence. Un riconoscimento che colloca l’IRCCS tra le eccellenze oncologiche europee

Il San Matteo di Pavia conquista la certificazione europea OECI: è tra le eccellenze oncologiche d’Europa

Un riconoscimento internazionale che premia la qualità dell’assistenza oncologica, l’integrazione tra attività clinica e ricerca scientifica e la capacità di rispondere ai più rigorosi standard europei. La Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia ha ottenuto la certificazione dell’Organisation of European Cancer Institutes (OECI), conseguendo la prestigiosa designazione di Comprehensive Cancer Centre with Research Excellence.

Il certificato ufficiale, rilasciato il 30 ottobre 2026 e valido fino al 30 ottobre 2031, attesta che il Policlinico San Matteo soddisfa gli standard di qualità previsti dall’organizzazione europea per la cura dei tumori e la ricerca oncologica. Un risultato che assume un significato particolare in una fase storica nella quale la lotta contro il cancro richiede strutture sempre più capaci di coniugare innovazione scientifica, multidisciplinarietà e continuità assistenziale. Non si tratta soltanto di un riconoscimento formale. La designazione europea rappresenta un importante attestato della capacità dell’istituzione pavese di operare secondo criteri internazionali di qualità, collocando la ricerca e la presa in carico del paziente oncologico all’interno di una visione integrata della medicina.

Tra i sette centri italiani con il massimo riconoscimento

Il dato più significativo è la collocazione del San Matteo nel ristretto gruppo dei sette centri oncologici italiani che, secondo quanto comunicato ufficialmente dal Policlinico, hanno ottenuto questa specifica designazione OECI, il livello più elevato del sistema europeo di accreditamento. Un risultato che conferma la competitività della ricerca oncologica italiana e il peso della Lombardia nel sistema sanitario europeo. Il percorso che ha portato alla certificazione è iniziato ben prima del riconoscimento ufficiale. Nel marzo 2024 il San Matteo ha istituito il proprio Comprehensive Cancer Center, avviando un processo di integrazione delle competenze oncologiche e di accreditamento internazionale. La verifica degli esperti OECI si è svolta il 27 e 28 gennaio 2026, attraverso un’analisi dell’organizzazione, delle attività assistenziali e della produzione scientifica.

Oltre 31mila pazienti assistiti ogni anno

A dare la misura dell’attività del San Matteo sono anche i numeri pubblicati sul sito istituzionale del Cancer Center: oltre 31mila pazienti assistiti annualmente, all’interno di un Policlinico che conta più di 3.600 professionisti.

Il modello organizzativo comprende screening, diagnostica molecolare, anatomia patologica, chirurgia oncologica, ematologia, radioterapia, oncologia pediatrica, riabilitazione e cure palliative. Un sistema che punta a superare la frammentazione delle prestazioni, accompagnando il paziente lungo l’intero percorso della malattia. Tra i punti di forza individuati nella valutazione internazionale figurano la qualità delle competenze cliniche e diagnostiche, la prevenzione, l’approccio multidisciplinare e la progressiva integrazione delle sperimentazioni cliniche nell’assistenza quotidiana. Un ruolo centrale è attribuito anche al rapporto con l’Università di Pavia, che consente di sviluppare una collaborazione strutturata tra ricerca accademica e pratica ospedaliera.

La sfida dell’oncologia moderna: trasformare la ricerca in cure

Il riconoscimento OECI assume un valore che va oltre i confini del Policlinico pavese. L’oncologia contemporanea sta attraversando una trasformazione profonda, trainata dalla medicina di precisione, dalla diagnostica molecolare, dall’immunoterapia e dalle nuove possibilità offerte dalla ricerca traslazionale. In questo scenario, la qualità di un centro oncologico non si misura soltanto attraverso la disponibilità di tecnologie avanzate, ma anche nella capacità di mettere in relazione specialisti diversi, garantire percorsi tempestivi e offrire ai pazienti opportunità di accesso alla ricerca clinica. È proprio questa visione complessiva a essere valorizzata dal sistema OECI, che considera l’integrazione delle competenze una condizione fondamentale per migliorare la qualità delle cure.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda il coinvolgimento dei pazienti. Il San Matteo ha sviluppato un Patient Advisory Board, affiancando all’attività clinica il confronto con le associazioni e iniziative di informazione e supporto. La partecipazione dei pazienti alle scelte organizzative rappresenta un elemento importante di una sanità che intende essere non soltanto tecnologicamente avanzata, ma anche più vicina ai bisogni delle persone.

Un riconoscimento che rafforza la sanità lombarda

Il risultato ottenuto dal San Matteo, guidato dal presidente Alessandro Venturi e dal direttore generale Vincenzo Petronella, costituisce anche un importante riconoscimento per il sistema sanitario lombardo. In un contesto caratterizzato dall’aumento della complessità assistenziale e dalla necessità di rendere sostenibili le innovazioni terapeutiche, i grandi IRCCS possono svolgere una funzione strategica nella costruzione di reti oncologiche sempre più integrate.

L’accreditamento europeo rappresenta, in questo senso, un’opportunità per rafforzare le collaborazioni scientifiche internazionali, attrarre competenze e consolidare il trasferimento dei risultati della ricerca alla pratica clinica. Resta naturalmente una sfida decisiva: tradurre il prestigio della certificazione in benefici concretamente misurabili per i cittadini, dalla rapidità della diagnosi alla continuità delle cure, fino alla qualità della vita durante e dopo i trattamenti. Perché il valore di un grande centro oncologico non risiede soltanto nei risultati scientifici che riesce a produrre, ma nella capacità di trasformare quelle conoscenze in nuove possibilità di cura.

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