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Se lo Stato, come è probabile che avvenga, non rimborserà gli aumenti sulla prima casa decisi dal Comune (dallo 0,4 allo 0,6 per cento), pari a 110 milioni di euro, saranno i proprietari di casa a dover mettere i soldi. Nel giorno in cui la giunta di Palazzo Marino dà il via libera all’assestamento di bilancio che assicura 216 milioni di euro allo Stato per l’Imu seconda casa, e rinuncia a gran parte dei dividendi chiesti alle partecipate (33 milioni sui 55 richiesti ad Atm, 5 per Mm e 1 per Milano Ristorazione), il Comune si ritrova a fare i conti con la decisione del governo di rimandare la questione seconda rata Imu a dopo il voto di fiducia sul patto di stabilità.

La situazione non appare assolutamente semplice. La sensazione è che, nonostante le parole di Letta pronunciate poche giorni fa, la seconda rata dell’Imu sia ancora in alto mare e gli scenari siano tutti aperti. Dalla decisione di abolire la quota base dell’Imu stabilita dal governo e lasciare ai comuni il compito di recuperare le quote aggiuntive (gli aumenti del 2013) sul territorio, alla cancellazione totale dell’Imu prima casa, garantendo un trasferimento compensativo per tutti i comuni che hanno deciso un aumento nel 2013. O, peggio di tutti, lasciare i comuni e Milano nell’incertezza su quali leve poter usare per recuperare i 110 milioni di euro.

LE CRITICHE DELL’OPPOSIZIONE - L’opposizione va all’attacco: "Ormai è certo, nella legge di stabilità non ci sono i rimborsi per l’Imu comprensivi degli aumenti varati da Pisapia - attacca l’ex vicesindaco, Riccardo de Corato, FdI - La situazione finanziaria adesso diventa davvero insostenibile perché è solo grazie a quegli aumenti, che la giunta ha potuto chiudere il bilancio e prevedere il tesoretto da 6 milioni da destinare alle fasce deboli. Ma il giochetto a Pisapia non è riuscito. La furbata di aumentare al massimo l’aliquota prima casa per incassare dal Governo rimborsi più elevati è stata smascherata. Sono settimane che lo diciamo: il Governo non darà mai quei soldi a Milano. Pisapia ha preso in giro la città e adesso a pagare saranno i milanesi», Ma critiche sul bilancio arrivano anche dal Pd con Marco Cormio: "Una sconfitta anche per la giunta e la maggioranza. Le prove muscolari non servono a niente".

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Se lo Stato, come è probabile che avvenga, non rimborserà gli aumenti sulla prima casa decisi dal Comune (dallo 0,4 allo 0,6 per cento), pari a 110 milioni di euro, saranno i proprietari di casa a dover mettere i soldi. Nel giorno in cui la giunta di Palazzo Marino dà il via libera all’assestamento di bilancio che assicura 216 milioni di euro allo Stato per l’Imu seconda casa, e rinuncia a gran parte dei dividendi chiesti alle partecipate (33 milioni sui 55 richiesti ad Atm, 5 per Mm e 1 per Milano Ristorazione), il Comune si ritrova a fare i conti con la decisione del governo di rimandare la questione seconda rata Imu a dopo il voto di fiducia sul patto di stabilità.

La situazione non appare assolutamente semplice. La sensazione è che, nonostante le parole di Letta pronunciate poche giorni fa, la seconda rata dell’Imu sia ancora in alto mare e gli scenari siano tutti aperti. Dalla decisione di abolire la quota base dell’Imu stabilita dal governo e lasciare ai comuni il compito di recuperare le quote aggiuntive (gli aumenti del 2013) sul territorio, alla cancellazione totale dell’Imu prima casa, garantendo un trasferimento compensativo per tutti i comuni che hanno deciso un aumento nel 2013. O, peggio di tutti, lasciare i comuni e Milano nell’incertezza su quali leve poter usare per recuperare i 110 milioni di euro.

LE CRITICHE DELL’OPPOSIZIONE - L’opposizione va all’attacco: "Ormai è certo, nella legge di stabilità non ci sono i rimborsi per l’Imu comprensivi degli aumenti varati da Pisapia - attacca l’ex vicesindaco, Riccardo de Corato, FdI - La situazione finanziaria adesso diventa davvero insostenibile perché è solo grazie a quegli aumenti, che la giunta ha potuto chiudere il bilancio e prevedere il tesoretto da 6 milioni da destinare alle fasce deboli. Ma il giochetto a Pisapia non è riuscito. La furbata di aumentare al massimo l’aliquota prima casa per incassare dal Governo rimborsi più elevati è stata smascherata. Sono settimane che lo diciamo: il Governo non darà mai quei soldi a Milano. Pisapia ha preso in giro la città e adesso a pagare saranno i milanesi», Ma critiche sul bilancio arrivano anche dal Pd con Marco Cormio: "Una sconfitta anche per la giunta e la maggioranza. Le prove muscolari non servono a niente".

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