di Fabio Massa
Un incontro cordiale, cordialissimo. Nello studio del sindaco si sono ritrovati l’uomo più vicino a Renzi, nonché ex sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini, e Giuliano Pisapia, sindaco di Milano. Insieme a Guerini, come concordato fin dall’inizio, il segretario metropolitano Pietro Bussolati e “l’ufficiale di collegamento” tra Pd e primo cittadino, quel Maurizio Baruffi capo di gabinetto. A completare il quadro il segretario regionale Alessandro Alfieri e un altro uomo di fiducia di Pisapia, Gianni Confalonieri.
Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it nella brevissima riunione Guerini ha spiegato chiaro e tondo che il successo delle Europee non apre la strada a rivendicazioni per posti o influenza. E’ anche vero però che il Pd ha iniziato da lungo tempo una politica di maggior interventismo nelle vicende cittadine, sempre sulle linee di governo e mai sui nomi. Guerini non ha smentito neanche la linea del suo segretario, ma anzi l’ha riaffermata parlando di “disponibilità” del Pd. Poi, la mano offerta a Pisapia, che per adesso non ha dato nessuna risposta: se ti ricandidi, il Pd c’è. Sottinteso, ovviamente, c’è anche il contrario: se non ti ricandidi, il Pd c’è lo stesso. Infine l’offerta di fare da tramite tra Matteo Renzi e Milano, da parte di Guerini. Un bel gesto che – anche questa volta – i maligni leggono al contrario: vuol dire che fino ad adesso un link diretto tra il segretario Pd e il primo cittadino di Milano, de facto, non esiste.
@FabioAMassa
