Non c’è solo l’ipotesi Sea nella partita giocata da Maroni – che con un probabile 9% potrà diventare anche il dominus del sistema aeroportuale del Nord – ma probabilmente anche la Serravalle. Perché quando a novembre la Provincia di Milano passerà la mano, i suoi gioielli (e i suoi debiti) finiranno all’ombra del Pirellone. Non è tutto, perché per riformare i mercati generali di Milano (leggi Sogemi) si attende una legge regionale. Manca all’appello l’Atm. Perché il progetto di fusione Atm-Trenord è finito sul binario morto. Ma l’astuto Maroni, con quattro anni davanti a sé, ha la pazienza dalla sua. E poi si sa, le aziende come l’Atm vivono grazie ai contributi dello stato. E della Regione.
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E Maroni l’astuto fa cappotto. Lo ha riconosciuto anche Giuliano Pisapia, che nel disegnare il futuro delle aziende comunali ha chiesto aiuto proprio al governatore lombardo… Il buono, il brutto e il cattivo – Di Daniele Bonecchi
