L’intelligenza artificiale promette di farci guadagnare tempo. Ma cosa faremo davvero del tempo che la tecnologia ci restituirà? È la domanda al centro della seconda edizione di TBH – Talent of Being Human, il forum esperienziale ideato da āvalore, in programma l’11 e 12 settembre 2026 al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano.
L’appuntamento sarà dedicato al rapporto tra tecnologia, persone, lavoro e sviluppo delle competenze, con manager ed esperti chiamati a confrontarsi sul tema dell’“Umanità del Tempo” nell’era dell’AI.
Le competenze umane nell’era dell’intelligenza artificiale
In una fase storica nella quale l’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente professioni, organizzazioni e modelli decisionali, la sfida non riguarda più soltanto la capacità di adottare nuovi strumenti tecnologici. Al centro del dibattito c’è anche la necessità di sviluppare le competenze umane indispensabili per interpretarli e guidarne l’utilizzo.
Secondo il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum, il cambiamento tecnologico sta aumentando la domanda di capacità come il pensiero analitico, l’adattamento, la creatività, la leadership e l’apprendimento continuo. Qualità destinate a diventare ancora più decisive mentre numerose attività operative vengono progressivamente automatizzate.
La formazione entra così in una nuova fase: non più soltanto aggiornamento professionale, ma elemento strategico per costruire organizzazioni capaci di apprendere, innovare e trattenere i talenti.
Riva: “La vera domanda è come utilizzeremo il tempo risparmiato”
“La domanda più importante non è quanto tempo l’intelligenza artificiale riuscirà a farci risparmiare, ma che cosa sceglieremo di fare di quel tempo”, afferma Alessandra Riva, CEO e founder di āvalore e ideatrice di TBH. “L’AI può accelerare processi ed elaborare informazioni, ma non può stabilire che cosa abbia valore, quale direzione prendere e quali decisioni siano realmente sostenibili per le persone e per le organizzazioni”, prosegue Riva.
Il tema della formazione assume un ruolo centrale anche alla luce delle difficoltà incontrate da molte imprese nel reperire competenze adeguate. Il problema, che verrà approfondito durante il Forum, non riguarda solamente il numero delle persone formate, ma anche la capacità delle aziende di creare ambienti nei quali le competenze possano nascere, svilupparsi e tradursi in comportamenti concreti. “Non abbiamo di fatto soltanto un gap di competenze, ma soffriamo per contesti non capaci di farle crescere”, sottolinea ancora l’ideatrice dell’evento.
Leadership, giovani e futuro del lavoro
Nel corso delle due giornate, attraverso interventi, dialoghi ed esperienze immersive, saranno affrontati temi come la leadership nell’era dell’AI, il futuro della formazione manageriale, il rapporto tra giovani e lavoro, il valore dell’apprendimento continuo e il nuovo equilibrio tra efficienza tecnologica e dimensione umana.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano Erica Francesca Poli, psichiatra e psicoterapeuta; Vincenzo Russo, docente di Consumer Psychology e Neuromarketing presso l’Università IULM; Roberto Saliola, vicepresidente Fondir ed ESG Sustainability Manageritalia; Sergio Luciano, direttore di Economy e Investire; Marco Balich, direttore creativo e produttore esecutivo; Luca Casadei, podcaster e imprenditore; e Francesca Sesia, COO di BlackRock.
TBH nasce con l’obiettivo di diventare un appuntamento annuale di riferimento per chi vuole esplorare il futuro del lavoro mettendo al centro il talento umano. Un forum che prende le mosse dalla tecnologia per arrivare a una domanda più profonda: in un’epoca nella quale tutto accelera, siamo ancora capaci di scegliere come vivere il nostro tempo?


