I giudici della corte d’assise d’appello di Milano hanno confermato la condanna a 20 di reclusione con il vizio parziale di mente e 3 anni di casa di cura e custodia a pena espiata per Adam Kabobo, il ghanese che nel maggio 2013 uccise a picconate tre passanti nel capoluogo lombardo. Accolta dunque la richiesta del sostituto pg di Milano. I difensori di Kabobo, gli avvocati Benedetto Ciccarone e Francesco Colasuonno, avevano invece chiesto l’assoluzione per incapacita’ di intendere e di volere e in subordine l’assoluzione almeno dall’accusa di rapina (l’imputato è accusato di aver portato via i cellulari alle vittime) o il riconoscimento delle attenuanti generiche o comunque la diminuzione della pena. Kabobo era stato condannato in primo grado con rito abbreviato lo scorso 15 aprile.
“Speravo in qualcosa di piu’, ma questo e’ il massimo che si poteva ottenere e quindi accetto la decisione”. Andrea Masini, figlio di Ermanno, una delle tre vittime di Adam Kabobo, commenta cosi’ la sentenza d’appello che ha confermato i 20 anni di carcere per il ghanese che uccise a colpi di piccone a Milano. I genitori di Daniele Carella, un’altra vittima, che aveva 21anni, si sono limitati a spiegare di essersi “affidati ai nostri avvocati”. Uno dei loro legali, l’avvocato Jean Paule Castagno, ha parlato di una “sentenza giusta, al di la’ dei pellerossa”, facendo riferimento a un paragone utilizzato in aula oggi dai difensori di Kabobo. I legali di Kabobo, Francesca Colasuonno e Benedetto Ciccarone, hanno detto di aspettare le motivazioni prima di decidere per un eventuale ricorso in Cassazione. L’imputato, che era in aula al momento del verdetto, non ha manifestato nessuna reazione durante e dopo la lettura del dispositivo. I suoi legali hanno spiegato che il loro assistito, affetto da schizofrenia, e’ sotto costante trattamento farmacologico.

