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Milano

Mancata stretta di mano tra il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge, e il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, Alessandro Morelli. Al principio non era chiaro se fosse una scelta o una svista, poi lo staff del ministro ha precisato che si e' trattato semplicemente di "un problema di sicurezza: il ministro e la scorta non conoscevano Morelli e si sono attenuti alle normali procedure di sicurezza". Questa la dinamica alla base del 'mini giallo'. Al termine della cerimonia per la cittadinanza simbolica ai minorenni milanesi figli di stranieri, alla quale ha preso parte il ministro Kyenge, l'esponente del Carroccio si e' avvicinato per una stretta di mano e per discutere di cittadinanza, ma e' stato fermato dalla scorta. Allora Morelli ha cercato di presentarsi, spiegando quale fosse il suo ruolo, ma il ministro, che stava gia' per andar via, e' salita in auto senza replicare.

 CAPOGRUPPO LEGA MILANO, KYENGE MI HA EVITATO - "Mi ha evitato. Mi sono presentato piu' volte, le ho detto che ero il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale a Milano, che volevo solo stringerle la mano, ma e' scappata via". Cosi' Alessandro Morelli, l'esponente del Carroccio che ha cercato di stringere la mano al ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, stamane, a Milano, al termine della cerimonia per il conferimento della cittadinanza simbolica ai minorenni stranieri, nati in Italia. Lo staff del ministro ha chiarito che Morelli e' stato allontanato per disposizioni della sicurezza. E in effetti, l'esponente leghista - jeans e giubbotto di pelle (senza 'pochette' verde o altro tipico simbolo di riconoscimento 'lumbard') - si e' avvicinato, senza preavviso, al ministro mentre quest'ultima era in posa per le foto. Gli uomini delle scorta lo hanno subito bloccato. Morelli l'hai poi rincorsa fino all'auto, continuando a ripetere: "Ministro, voglio solo stringerle la mano, sono il capogruppo della Lega in Consiglio comunale, non posso stringerle la mano?". "Mi sono presentato alla scorta, c'erano anche gli uomini della Digos di Milano che mi conoscono, sapevano benissimo che non ero una minaccia", sostiene al telefono il consigliere leghista. "Ma il ministro ha deciso di ignorarmi, anche come semplice cittadino; i politici che conosco io, quelli della Lega, non si comportano cosi': forse la Kyenge ha un'idea diversa di politica".

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kyengemorelli







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