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Milano


 

Scola

La Fondazione internazionale Oasis ha inaugurato la sua sede milanese. Il motivo per cui la scelta e' caduta sul capoluogo lombardo, lo spiega il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, che della Fondazione Oasis e' presidente, e ha partecipato all'inaugurazione dello spazio, presso la Chiesa di San Giorgio al Palazzo. Milano, 'unica vera metropoli italiana', per Scola e' "espressione della fisionomia che le grandi citta' vanno assumendo per la presenza massiccia della realta' musulmana". E da qui si puo' partire per avviare il dialogo e la conoscenza. D'altra parte come ricorda il Cardinale "ci son gia' contatti ben avviati grazie al lavoro fatto dalla diocesi. E nei nostri oratori e' forte la presenza di ragazzi musulmani". Per tutti questi motivi il Cda di Osis ha ritenuto di apire una sede a Milano: "per rafforzare l'obiettivo originario - ha spiegato il Cardinale - e cioe' di conoscere meglio l'Islam. Ci siamo resi conto, in quest'ultimo decennio, che gli europei e anche gli americani, non conoscono l'Islam". Oasis si pone come strumento culturale. La Fondazione Internazionale Oasis e' stata avviata a Venezia nel 2003 dall'allora Patriarca per sostenere le comunita' dei cristiani che vivono nei Paesi a maggioranza musulmana. Opera attraverso le sedi di Roma, Venezia ed ora anche di Milano ed articola le proprie iniziative su vari livelli. L'apertura della sede milanese di Oasis accade nell'anno che la Chiesa e la citta' di Milano dedicano alle celebrazioni del 1700 anniversario dell'Editto di Costantino che sanci' la liberta' religiosa in Occidente. Si narra che Costantino e Licinio nella citta' ambrosiana sottoscrissero l'atto proprio nei pressi dell'attuale Chiesa di San Giorgio al Palazzo, lungo Via Torino. "Oasis resta a Venezia che, per sua vocazione, spinge a guardare verso l'Oriente, ma si apre anche a Milano che ha sulla pelle tutte le ferite e opportunita' poste dall'impatto con il "meticciato di civilta' e culture", spiega Maria Laura Conte, direttore editoriale di Oasis.

"A Milano e' evidente che l'incontro con il mondo musulmano ha un peso imponente, basti pensare ai numeri delle comunita' musulmane presenti e al lavoro decennale del Cadr diretto da don Giampiero Alberti, di Paolo Branca e molti altri". La richiesta di luoghi di culto da parte dei musulmani e di altre religioni a Milano "diventa proporzionata nella misura in cui il soggetto e' reale ed effettivo, e' realmente un soggetto milanese, della nuova Milano" e "nello stesso tempo bisogna tenere conto di una tradizione, di una storia, e quindi della modalita' con cui nel dialogo fra tutte le religioni e le fedi si trovano gli spazi equilibrati per tutti". Lo ha spiegato l'arcivescovo Angelo Scola, rispondendo ai giornalisti a margine dell'inaugurazione della sede della Fondazione Oasis. "Da una parte - ha detto Scola - il principio della libertà di culto se non trova luoghi di culto è un principio che non viene applicato, questo è evidente. A questo si deve aggiungere la dimensione storica del problema, che ha due versanti. Il primo versante è il realismo della domanda: chi domanda, chi è il soggetto comunitario che sta dietro? Perché la domanda diventa proporzionata nella misura in cui questo soggetto è reale ed effettivo, è realmente un soggetto milanese, della nuova Milano. Nello stesso tempo bisogna tenere conto di una tradizione, di una storia, e quindi della modalita' con cui nel dialogo fra tutte le religioni e le fedi si trovano gli spazi equilibrati per tutti".

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