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La filiera lombarda del restauro vale 5 miliardi e cerca 250 nuovi professionisti all’anno

Presentati a Palazzo Lombardia i dati del settore e il piano operativo 2027-2030 della Filiera del Restauro. Sotto la regia di Assorestauro, grandi gruppi, PMI e atenei puntano su competenze digitali, sostenibilità e 700 nuovi innesti sul territorio

La filiera lombarda del restauro vale 5 miliardi e cerca 250 nuovi professionisti all’anno

Oltre 5 miliardi di euro di fatturato complessivo, più di 11.500 addetti e un fabbisogno costante stimato tra i 150 e i 250 nuovi professionisti ogni anno in Lombardia. Sono i numeri della Filiera Lombarda del Restauro, presentata ufficialmente questa mattina in Regione Lombardia con l’illustrazione della prima mappatura del settore e delle linee guida operative.

La Filiera, costituita nell’ambito della Manifestazione di interesse promossa dall’Assessorato allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia per rafforzare la collaborazione tra le realtà produttive del territorio, riunisce sotto il coordinamento di Assorestauro grandi gruppi industriali come Mapei e Daikin, imprese specializzate come Riva Impresa Restauri Italia e Magistri, studi di progettazione, università ed enti culturali, tra cui il Politecnico di Milano, il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano e Valore Italia – Scuola di Botticino. L’obiettivo è la valorizzazione di un settore che rappresenta un’importante risorsa per l’economia e l’occupazione della Regione.

I dati presentati evidenziano una struttura economica a doppio livello: se l’impatto complessivo del sistema sfiora i 5 miliardi di euro considerando l’intero indotto e i ricavi dei grandi gruppi partner, il nucleo specialistico del restauro lombardo – composto da PMI, cantieri e studi tecnici – genera un valore diretto di 140-150 milioni di euro, impiegando oltre 400 maestranze e tecnici ad altissima specializzazione. Uno dei temi più urgenti sui quali sta agendo la Filiera è quello delle competenze. Per rispondere alle esigenze del mercato e al ricambio generazionale si stima infatti un fabbisogno di 150-250 nuovi professionisti ogni anno in Lombardia.

L’obiettivo è favorire la formazione e l’inserimento di 500-700nuove figure qualificate nel triennio 2027-2030 raccordando così le esigenze delle imprese con università, scuole edili ed enti di formazione. La richiesta riguarda sia i mestieri tradizionali del restauro sia nuove professionalità, capaci di utilizzare strumenti digitali, materiali innovativi e tecnologie per la conservazione e l’efficientamento energetico degli edifici storici. Proprio su questo è già stato avviato un confronto con la Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia per lavorare all’aggiornamento di alcuni profili professionali, avvicinandoli alle competenze oggi richieste nei cantieri.

Griletto (Assorestauro): “Rafforzare il dialogo tra chi forma e chi lavora nei cantieri”

“Quando si parla di restauro, si pensa soprattutto alla tutela del nostro patrimonio culturale, ma dietro ogni intervento c’è anche un mondo di imprese, professionisti, ricerca e innovazione. I numeri che presentiamo oggi raccontano un settore che ha un peso economico importante e grandi possibilità di crescita. Allo stesso tempo, mettono in evidenza una delle sfide più urgenti: trovare e formare le competenze di cui le imprese hanno bisogno. Con la Filiera vogliamo rafforzare il dialogo tra chi forma e chi lavora nei cantieri, sostenere le aziende nell’innovazione e far conoscere sempre di più anche all’estero la qualità del restauro lombardo. Investire in questo settore significa certamente preservare la nostra storia, ma anche creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo per il territorio” dichiara Andrea Griletto, Direttore di Assorestauro.

Accanto alla formazione, la Filiera lavorerà sull’innovazione tecnologica e sulla sostenibilità degli interventi di restauro. L’obiettivo è favorire una maggiore diffusione di strumenti di diagnostica non invasiva, materiali ecocompatibili e sistemi di modellazione digitale, come l’HBIM (Heritage Building Information Modeling), che consentono di conoscere meglio gli edifici storici e programmare gli interventi di conservazione e manutenzione. Un’attenzione particolare sarà dedicata anche all’efficientamento energetico, per individuare soluzioni in grado di migliorare le prestazioni degli immobili storici senza comprometterne il valore architettonico.

A orientare il percorso è il Comitato di Indirizzo che riunisce, oltre ad Assorestauro quale capofila, AnciLab Lombardia, Politecnico di Milano, FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, Valore Italia, Formedil, Confartigianato Lombardia e FLA. La collaborazione tra queste realtà permetterà di mettere in relazione le esigenze delle imprese con il mondo della formazione, della ricerca e delle istituzioni.

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