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La sensualità, a modo mio. L’intervista a Benedetta Formilli Fendi

Dalla tradizione familiare alla costruzione di un universo autonomo: la designer parla di identità, movimento e del rapporto tra abito, corpo e gioiello

La sensualità, a modo mio. L’intervista a Benedetta Formilli Fendi

Crescere nel solco di una delle famiglie più importanti della moda italiana e scegliere di costruire un linguaggio creativo autonomo, capace di esprimere una visione personale dell’eleganza e della femminilità. È il percorso di Benedetta Formilli Fendi, fondatrice di Palmatic Studio, progetto che mette al centro il corpo, la libertà di movimento e una sensualità contemporanea, lontana dalle convenzioni.

Con The Hours, la sua ricerca esplora il rapporto tra abito e luce, immaginando una sensualità che accompagna la donna nei diversi momenti della giornata, senza bisogno di occasioni speciali. Una visione che si estende anche al mondo degli accessori con J Palmatic, linea di gioielli scultorei pensati non come semplici ornamenti, ma come estensioni naturali del corpo. Nell’intervista, Benedetta Formilli Fendi racconta le ispirazioni e la filosofia del suo lavoro, soffermandosi anche sul rapporto con l’importante eredità familiare e sul desiderio di trasformarla nel punto di partenza di un’identità creativa tutta sua. L’INTERVISTA

In The Hours la sensualità di Palmatic Studio cambia luce e diventa quotidiana: cosa significa, per te, vestire la sensualità durante il giorno?
Per me la sensualità non dipende da quanto si mostra, ma da come ci si sente dentro un abito. In The Hours cambia con la luce: al mattino è più istintiva, durante il giorno diventa naturale, quasi spontanea. È una sensualità che non ha bisogno di un’occasione speciale: fa parte della donna.

Il corpo sembra essere il punto di partenza di Palmatic Studio: quanto deve essere libero un abito per riuscire davvero a raccontare chi lo indossa?
Il corpo è sempre il nostro punto di partenza, ma non voglio che l’abito lo costringa in un’immagine precisa. Mi interessa che lo segua, lo accompagni e gli lasci spazio per muoversi. Un abito riesce davvero a raccontarti quando non ti traveste: quando ti fa sentire ancora più te stessa.

J Palmatic porta la ricerca di Palmatic Studio nel territorio del gioiello scultoreo: quando un gioiello smette di essere un ornamento e diventa parte del corpo?
Quando smette di essere qualcosa che aggiungi e diventa qualcosa che senti tuo. Mi piace pensare al gioiello come a un gesto: segue il corpo, ne disegna una linea o la interrompe. A quel punto non completa semplicemente il look: diventa parte del modo in cui ti muovi.

Partire da una tradizione così importante e, allo stesso tempo, sentire il bisogno di costruire qualcosa di profondamente tuo: cosa significa per te questo percorso con Palmatic Studio?
Crescere vicino a una tradizione così importante mi ha insegnato il valore del lavoro e dell’identità. Ma sentivo anche il desiderio di trovare una voce mia. Palmatic Studio è il mio spazio per farlo: un universo personale, nato da ciò che ho assorbito ma guidato da quello che sono.