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Milano
La sinistra del Pd lombardo apre a Landini: “Tentativo interessante”
onorio rosati

di Fabio Massa

“A sinistra del Pd c’è tanto spazio. Non condivido le critiche a Landini”. A parlare è Onorio Rosati, consigliere regionale ed ex segretario della Camera del Lavoro di Milano. In una intervista ad Affaritaliani.it spiega: “Quello di Landini è un tentativo interessante, non in concorrenza con Area Riformista”. E poi, su Milano: “La polemica del segretario con Cuperlo mi lascia perplesso. Se non c’è Pisapia prima definiamo la coalizione, poi il candidato…” L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Onorio Rosati, consigliere regionale e tra i leader lombardi di Sinistra Democratica. Che cosa ne pensa delle istanze di Landini?
Prima di tutto mi piacerebbe che questa cosa della Coalizione Sociale si chiarisca meglio nelle sue caratteristiche.

In che senso?
Nel senso che questa formazione in questo momento si fa carico di una serie di istanze politiche che secondo loro non trovano rappresentanza in Parlamento. Lo fanno in aperto contrasto con Renzi, lo fanno senza al momento darsi una dimensione un orizzonte partitico. E’ un tentativo di fare politica da fuori, cercando di condizionare le istituzioni. Sicuramente è una modalità innovativa, che tra l’altro non è in contrasto con il ruolo di un grande sindacato Confederale. Detto questo, che cosa possa determinare Landini nel contesto lombardo, è presto per dirlo.

Lei fa parte di Sinistra Dem. Suggestioni da Landini?
Essendo del Pd ed essendo parte della sinistra nel Pd, il fatto che si organizzino anche al di fuori del Pd delle istanze vicine al lavoro e al sociale, non la vedo come una cosa negativa. Non condivido le critiche di questi giorni nei confronti di questo progetto di Landini. Alcuni temi sollevati da Landini vanno analizzati bene. Qualcuno vede la nascita di questo soggetto sociale come un elemento di concorrenza e di conflitto non solo rispetto alla linea ufficiale del Pd, ma anche rispetto ad Area Riformista. Secondo me sbagliano: alla sinistra del Pd c’è grande spazio, ce ne è per tutti.

Cambiamo discorso. Nel week end si è registrato uno scontro tra Cuperlo e Bussolati. Cuperlo vuole riaffermare la stessa alleanza che ha portato alla vittoria di Pisapia.
Quello che mi pare di comprendere è che più di un esponente politico nazionale si è occupato alla vicenda milanese del Pd. Mi sarei aspettato che ci fosse stato dal segretario del Pd il tentativo di fare un perimetro dei confini milanesi in questo senso. Certo è che chi sarà il candidato a Milano nella futura consigliatura per il centrosinistra è un grande fatto nazionale. In questo grande fatto nazionale i milanesi dovranno avere la capacità di dire la loro. 

Torniamo allo scontro.
Il tema è questo: Gianni Cuperlo si augura che Pisapia si ricandidi. Non c’è un piano B rispetto a questa candidatura. Bisogna riconfermare anche la coalizione. Nella coalizione ci dovrà però essere un riequilibrio delle forze. Nel caso Pisapia non dovesse ricandidarsi, Cuperlo dice: bisogna preparargli un piano B, ma non è questo il momento. Mi sembra molto semplice come posizione. Per questo dico che francamente la reazione di Bussolati mi ha lasciato un po’ perplesso.

Certo è che è difficile tenere in coalizione qualcuno che a livello nazionale ti spara addosso (leggasi Sel).
Parliamo di Milano? Noi abbiamo fatto a Milano esperienze con il partito socialista che a livello nazionale governava con la Dc. Il punto è diverso: Pisapia ha governato bene o male? Secondo noi bene. Se non ci dovesse essere lui, è ovvio che la candidatura vada trovata nel perimetro della coalizione che ha governato in questi anni. Quello che a me non persuade è che bisogna prima scegliere il candidato e poi la coalizione. La scelta dovrebbe essere opposta: prima coalizione, poi programma, poi primarie.

@FabioAMassa

Tags:
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