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La trans Efe e la realtà negata (dalla sinistra milanese)

La trans Efe e la realtà negata (dalla sinistra milanese)
Efe Bal, la trans più famosa d’Italia auto-arruolatasi alla corte di Salvini, nel salotto di Bruno Vespa per combattere la sua battaglia per la legalizzazione della prostituzione. Ma la sinistra milanese preferisce continuare ad ignorare la realtà – I hate Milano
La trans Efe e la realtà negata (dalla sinistra milanese)

Un Bruno Vespa cosi’ attizzato non lo si vedeva dai tempi del dicembre del 1969, quando al TG1, tutto sudato, annuncio’ il nome del “mostro”: Giuseppe Pinelli. Stavolta di fianco a lui c’era Efe Bal, la trans più’ famosa d’Italia, l’altra faccia del celodurismo leghista da quando si e’ auto-arruolata alla corte di Salvini, in turne’ a Roma nelle tre Camera del Parlamento (Camera, Senato, Porta a Porta) per combattere la sua battaglia per la legalizzazione della prostituzione. Non una grande scelta, quella di Efe: assuefatti alla prostituzione intellettuale, al transformismo, alle facce da culo che da vent’anni affollano il salotto di Vespa, pareva uscita dal Carosello. Ma la questione resta.

efe balefe bal con bruno vespa
 

Da mesi, Efe ribadisce il concetto: lei fa la prostituta, precisamente in Corso di Porta Vittoria a Milano. Sulla sua pagina Facebook, posta regolarmente video che la vedono alle prese ora coi “ferri” del mestieri, ora con le laute ricompense dei clienti. E basta farsi un giro su internet per vedere che la prostituzione casalinga  ha raggiunto a Milano un livello di organizzazione ed efficienza che se fosse la pubblica amministrazione a funzionare così’, recupereremmo 3 punti secchi di Pil. Piccole trasgressioni, arcaton, fino a gnoccaforum.com, dove i sommelier del genere si scambiano raffinate descrizioni in codice, dal prezzo espresso nell’inedita’ valuta del ” VU” (Velocita’ Urbana, ovvero 50 euro), ai dettagli sulle prestazioni (“bacia ma non rimma”) inseguendo l’eterno sogno della “safardaggine” (neologismo italo-portoghese a significare “maialaggine”).

Il sindaco di Roma, ricoperto di insulti anche quando starnuta, ha pero’ avuto il merito e l’onesta’ intellettuale di affrontare il problema introducendo il tema del quartiere a luci rosse. Da noi invece  tutto tace, mentre nell’illegalita’ fioriscono migliaia di bilocali a luci rosse, e sarebbe bello sapere che ne pensano i vicini di quella signorina alta un metro novanta che alle tre di notte va in giro coi tacchi e sbatte in continuazione il letto contro il muro. Ma si sa: la sinistra per bene ad accettare la realtà’ così’ non ci pensa nemmeno. Povere trans: e si che proprio loro hanno per prime raccolto il boldriniano invito ad usare solo ed esclusivamente il genere femminile.