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Le paure del Pd: un sindaco fortissimo. E la segreteria cambia… Inside

Le paure del Pd: un sindaco fortissimo. E la segreteria cambia… Inside
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Ecco perché il sindaco Pisapia ha accelerato l’annuncio: troppi lo tiravano per la giacchetta. La scelta del futuro candidato? Lui ne vuole stare fuori per amministrare con le mani libere. Intanto il Pd vara una segreteria unitaria a forte trazione renziana. Guerini a Milano e Bussolati a Roma: movimenti pre-primarie. Ma delle regole non si parla prima di giugno… INSIDE DI AFFARITALIANI.IT

di Fabio Massa

Il rischio è quello dell’indipendenza assoluta. Nessun contrappeso. Altro che “sindaco dimezzato”, come vuole far paventare la Lega Nord e una parte del centrodestra. Il vero rischio è che il sindaco Pisapia, dopo l’annuncio che non si ricandida, sarà “raddoppiato”. Nel senso che potrà fare praticamente tutto quel che vuole senza che nessuno possa pararglisi di fronte in modo minaccioso. Non i consiglieri comunali, che cercano una riconferma. Non i partiti, e segnatamente il Pd, che vogliono andare alle elezioni non certo in un clima da guerra civile. Così, secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, Pisapia avrebbe deciso di affrontare le questioni più spinose per i partiti, proprio in quest’ultimo anno. Difficile dirgli di no. Anzi, impossibile. Intanto trapelano anche le motivazioni di un annuncio che a tutti è sembrato troppo prematuro ma che in effetti il primo cittadino stava elaborando da tempo. Anzi, che era assolutamente pronto da tempo. Pisapia aveva già rimandato più volte l’annuncio pensando di riuscire ad arrivare davvero a ridosso di Expo, così come aveva promesso. Salvo poi vedere associato il proprio nome a questo o quel candidato. Questo lo avrebbe fatto scattare: perché la verità, secondo gli amici di Pisapia, è che lui nella difficile partita delle primarie non si vuole propio far tirare in mezzo. Non coinvolgimento assoluto, solo tanta attività amministrativa con le mani più che libere. Questo, almeno, pare essere la strategia di fronte alle tantissime mani che lo vorrebbero tirare per la giacchetta.

Intanto il Pd si attrezza a una fase che sarà durissima. Con un supporto non da poco da Roma. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it l’altra sera Lorenzo Guerini era in città per un pranzo con i vertici del partito. E il segretario metropolitano del Pd Pietro Bussolati, ieri sera, ha cenato a Roma con i parlamentari lombardi. Insomma, manovre di avvicinamento, ben sapendo però che nessuno tra chi guida il Pd milanese vuol sentire parlare né di primarie né di regole per le primarie prima di giugno. Il rischio di esporre il partito a un dibattito infinito sulle regole è altissimo. Anche perché già in direzione, l’altra sera, si è discusso dell’ipotesi di far votare alle primarie anche la città metropolitana. In pratica, di far scegliere il candidato sindaco del centrosinistra anche ai comuni limitrofi. Una opzione fortemente avversata da alcuni e che invece altri vorrebbero discutere.

Sia come sia, il percorso di avvicinamento alle primarie il Pd lo fa con una squadra provinciale anche fortemente rinnovata, dai tratti peraltro molto unitari tra le varie correnti. Tra le figure nuove, per esempio, c’è Silvia Roggiani alla Comunicazione, una giovane legata a Patrizia Toia nella quale il partito crede molto. Un partito che però rimane a guida fermamente renziana, tra Bussolati e Paolo Razzano, al quale è stata data la delega sulla sicurezza, strategica in vista delle prossime elezioni e anche del forum nazionale sulla Sicurezza che si terrà a Milano prima dell’estate, presente anche Renzi.

In segreteria entra anche Sinistra Dem, con Matteo Mangili, e rimane come “cinghia di trasmissione” con il sindacato Laura Specchio. Per Area Riformista entrano Sfreddo e Tommasone. Per i “boeriani” c’è Maryan Ismail (partecipazione web). Soddisfatto il “regista” dell’operazione (il “mister” è il segretario Bussolati), Paolo Razzano: “E’ una squadra giovane, forte, motivata. E’ una squadra ampia. E’ una squadra che servirà per vincere la sfida di Milano”.

@FabioAMassa