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Milano

MARONI - "Ho appreso con stupore la notizia dell'arresto dell'ingegnere Antonio Rognoni. Ho conosciuto Rognoni lo scorso anno da Presidente della Regione e, in questi mesi, ne ho apprezzato la competenza in materia di infrastrutture. Mi auguro che sappia dimostrare la sua estraneità ai fatti nell'interesse della Regione Lombardia e delle società nelle quali ancora ricopriva importanti responsabilità". E' quanto dichiara il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni in merito all'arresto di Antonio Rognoni ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde.

ALFIERI - “L’arresto di Rognoni e di altri dirigenti di Infrastrutture Lombarde richiede che si faccia al più presto chiarezza. Sul piano giudiziario sarà la magistratura a compiere tutti gli approfondimenti necessari, ma sul piano dell’amministrazione regionale è opportuno che Maroni venga in Aula già martedì a riferire, con particolare attenzione a Expo, per cui la controllata regionale ha un ruolo strategico”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri in merito alla notizia degli arresti tra gli altri del direttore generale di Infrastrutture lombarde Antonio Giulio Rognoni. “Tutto il sistema delle partecipate va ripensato - aggiunge il capogruppo Enrico Brambilla – perché è frutto di una stagione passata ormai superata. Occorre inoltre intervenire sulla modalità di nomina dei vertici delle aziende regionali, sottraendoli alla lottizzazione politica e! riaffermando il criterio del merito e della responsabilità nei confronti dell’amministrazione regionale”.

AMBROSOLI - “Le notizie che stanno emergendo in queste ore sugli arresti ai vertici, passati e presenti, di Infrastrutture Lombarde spa gettano un’ombra inquietante sulla Regione”. Lo dichiara il coordinatore del centrosinistra, Umberto Ambrosoli. “Certo l’indagine della magistratura farà il suo corso accertando eventuali rilievi penali, ma attiene alla politica la responsabilità di una partecipata che gestisce un pezzo consistente del patrimonio pubblico in modo evidentemente poco limpido. Lo denunciamo da tempo. E il presidente Maroni, per quanto i fatti riguardino più che altro le scorse legislature, non può chiamarsi fuori. Occorrono maggiori controlli e un impegno vero a rendere trasparenti i bilanci di questo colosso finanziario a intera partecipazione regionale, attraverso cui transitano miliardi di euro. In questo primo anno post-Formigoni, nulla si è visto in tal senso se non qualche promessa. Evidentemente la ramazza verde andava bene solo in campagna elettorale. Ora, ci auguriamo almeno che il preoccupante precipitare odierno degli eventi renda finalmente chiara al governatore e alla sua Giunta la necessità di intervenire con la massima urgenza”.

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