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Milano
Le vie d'Acque portano allo scontro Maroni-Pisapia

Un pugno di mosche. E’ quello che forse resterà in mano al comune di Milano. Beninteso che la cancellazione delle vie d’acqua non ha fatto perdere il sonno a nessuno, tranne che al governatore lombardo, che si è visto completamente ignorato. Resta il fatto che, nell’unica partita in grado di risollevare l’economia milanese, Expo, il comune di Milano è stato quasi completamente assente. La riprova (se necessario) il taglio dal salvaroma dei 25 milioni per Expo, senza nemmeno una telefonata da palazzo Chigi. L’ultimo capitolo è la cartina di tornasole. Il sindaco arancione ha finito con l’accontentare il partitello dei comitati e affossare le vie d’acqua. Era iniziato tutto coi poteri commissariali revocati “per sbaglio” a Pisapia per consegnarli poi, a chi li sapeva usare: Giuseppe Sala (che ora vorrebbe rafforzarli). Poi la lite con Stefano Boeri, uno dei progettisti di Expo, e la sua cacciata dalla giunta. E’ venuto anche il turno delle infrastrutture, ma qui la regia era ed è saldamente nelle mani della Regione di Roberto Maroni. La Camera di Commercio ha pensato ad una struttura di promozione turistica: Explora. Ma il comune ha declinato, ed Explora è rimasta nell’orbita regionale. Sugli aeroporti, porta d’ingresso per Expo, Pisapia non tocca palla, se ne occupano Maroni e Lupi. Ora siamo al redde rationem: Maroni non si fida più di Pisapia e chiede un suo uomo nella troika commissariale per Expo. Ed è solo l’inizio, della fine.

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