Matteo Salvini sceglie il Pirellone per provare a serrare i ranghi della Lega lombarda alla vigilia di Pontida. Il segretario federale si presenta alla riunione di consiglieri e assessori regionali del Carroccio e manda un messaggio che difficilmente potrebbe essere più esplicito: dopo un’estate dominata dalle tensioni interne, adesso serve compattezza. “Ora massima mobilitazione per Pontida, vogliamo una grande giornata di partecipazione, unità e rilancio. La Lega ha davanti battaglie decisive e deve affrontarle compatta, parlando con ancora più forza ai territori, alle famiglie e al mondo produttivo”, è la linea indicata dal vicepremier.
Una visita tutt’altro che ordinaria, perché avviene proprio nella Regione diventata negli ultimi mesi l’epicentro dei malumori nei confronti della segreteria nazionale. È qui che Attilio Fontana e il segretario lombardo Massimiliano Romeo hanno dato voce alla richiesta di riportare il Nord e i territori al centro dell’agenda del partito.
Salvini incontra la Lega lombarda: “Le divisioni ci fanno male”
Al Pirellone il confronto si concentra innanzitutto sui dossier più immediati: il tentativo di scongiurare il blocco dei diesel Euro 5 dal primo ottobre, i presidi sui treni e nelle stazioni e soprattutto l’autonomia, che il fronte lombardo vuole vedere concretizzata entro la fine della legislatura. Ma la politica interna resta inevitabilmente sul tavolo. Secondo quanto ricostruito da Repubblica, Salvini avrebbe ricordato ai suoi che gli oltre 900 articoli usciti durante l’estate sulle divisioni interne alla Lega “bene non ci fanno”. Il riferimento è alle settimane di polemiche culminate negli incontri promossi dall’ala nordista e nell’iniziativa di Alzano Lombardo, dove Romeo e Fontana avevano raccolto centinaia di militanti. Salvini punta dunque a presentarsi a Pontida con un partito almeno formalmente ricompattato. L’auspicio è che il tradizionale raduno non diventi il teatro della resa dei conti tra la segreteria e il fronte dei governatori.
Fontana non arretra: il Nord deve tornare al centro
Fontana partecipa alla riunione e interviene nel confronto, prima di lasciare anticipatamente il Pirellone per un altro appuntamento. Il clima rispetto alle scorse settimane appare meno conflittuale, ma la sostanza politica delle richieste avanzate dal governatore lombardo non cambia. Il presidente della Lombardia continua infatti a lavorare insieme agli altri governatori leghisti Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e Luca Zaia a un manifesto che rimetta al centro gli obiettivi del Nord. Come riferisce il Corriere della Sera, l’intenzione è arrivare sul prato di Pontida con un messaggio comune: maggiore attenzione ai territori settentrionali e alle battaglie storiche della Lega. Anche per questo è stata accolta positivamente la scelta di Salvini di concentrare l’edizione di quest’anno sui temi nazionali, rinunciando alla passerella dei partner europei vista nelle ultime edizioni. Romeo, dal canto suo, prova a mettere momentaneamente da parte le tensioni: “Ci saremo tutti a Pontida. Ho dato mandato di organizzare pullman perché ci sia più gente possibile”.
Pontida come prova della tregua interna
La domanda è quanto possa durare questa tregua. Le differenze di strategia non sono scomparse e potrebbero riemergere proprio domenica dal palco. Il fronte dei governatori insiste sulla necessità di recuperare il rapporto con gli elettori del Nord, mentre Salvini deve fare i conti con sondaggi che impongono al partito di recuperare terreno. Lo stesso leader ha indicato come obiettivo il ritorno alla doppia cifra. Pontida diventa così non soltanto il tradizionale appuntamento identitario del Carroccio, ma anche il primo vero test della ricomposizione tentata al Pirellone.
Vannacci fa breccia proprio al Pirellone
A rendere ancora più delicato il quadro c’è Roberto Vannacci. Proprio nelle ore della riunione della Lega in Regione arrivava infatti un nuovo strappo: il consigliere regionale Riccardo Vitari, eletto a Cremona nelle file del Carroccio, ha lasciato il partito per aderire a Futuro Nazionale. Con il suo ingresso, insieme a Luca Ferrazzi e Pietro Macconi, la formazione legata a Vannacci raggiunge i numeri necessari per costituire un proprio gruppo nel Consiglio regionale lombardo. Un passaggio dal forte valore simbolico: il primo gruppo regionale di Futuro Nazionale nasce proprio in Lombardia, storica roccaforte del leghismo. E Vitari proveniva peraltro dall’area considerata vicina a Salvini. L’avanzata dell’ex generale aggiunge quindi un elemento di pressione ulteriore sul segretario, già impegnato a ricucire il rapporto con la componente nordista.
Milano 2027, Salvini calerà a Pontida la carta Sardone
L’altro dossier destinato a pesare sugli equilibri del centrodestra è Milano. La partita per Palazzo Marino si intreccia ormai apertamente con quella interna alla Lega e con i rapporti tra gli alleati. Forza Italia spinge sul sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, mentre Maurizio Lupi può contare sul sostegno di Ignazio La Russa. Salvini, invece, si prepara a mettere sul tavolo il nome di Silvia Sardone, europarlamentare della Lega e tra i profili con maggiore consenso personale nel partito milanese. La candidatura potrebbe essere rilanciata proprio a Pontida. E anche su Milano, dunque, il raduno di domenica rischia di trasformarsi in uno snodo politico: Salvini deve dimostrare di avere ancora saldamente in mano la Lega lombarda e, contemporaneamente, far pesare il partito nella scelta del candidato sindaco della coalizione. Il tentativo di ricomposizione è partito dal Pirellone. Resta da vedere se sul pratone di Pontida prevarrà davvero l’unità invocata dal segretario o se torneranno a emergere le fratture che hanno accompagnato tutta l’estate leghista.


