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Lega, Salvini segretario “legittimo”: respinto il ricorso dei dissidenti

Lega, il giudice civile di Milano ha respinto il ricorso d’urgenza contro la nomina a segretario della Lega di Matteo Salvini

Lega, Salvini segretario “legittimo”: respinto il ricorso dei dissidenti
Salvini premier ape 3

Lega, Salvini segretario “legittimo”: respinto il ricorso dei dissidenti

Il giudice civile di Milano Nicola Di Plotti ha respinto il ricorso d’urgenza contro la nomina a segretario federale della Lega di Matteo Salvini, presentato da un esponente leghista collegato al listino di Gianni Fava, che era stato suo sfidante alle primarie del Carroccio lo scorso maggio. Il ricorso portava la firma degli avvocati Roberto Malizia e Brigida Troilo, per conto del militante della Lega Zoraide Chiozzini. la legittimità della riconferma di Salvini era stata messa in dubbio perchè la presentazione della sua candidatura sarebbe avvenuta oltre i termini previsti. La sospensione in via cautelare di Salvini lo avrebbe inibito dalle attività connesse al suo ruolo nel partito, non ultime quelle legate alle elezioni del 4 marzo.

Tra le ragioni per cui viene respinto il ricorso contro la nomina a segretario federale di Matteo Salvini c’e’ anche che la ricorrente Zoraide Chiozzini non ha fatto riferimento “ad atti, prese di posizione o decisioni di qualunque tipo di Salvini o dei componenti della sua lista, assunte nel corso della gestione dell’attivita’ e della vita associativa, che si assumano concretamente lesive degli interessi del partito o dei propri”. Lo scrive il giudice civile di Milano Nicola Di Plotti nell’ordinanza con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla candidata all’Assemblea Federale Chiozzini nel listino collegato a Gianni Fava, sfidante di Salvini alla carica di segretario. Il magistrato evidenzia inoltre che il ricorso d’urgenza non e’ giustificato dal momento che sono trascorsi otto mesi tra la nomina di Salvini e la sua presentazione “per una scelta discrezionale della ricorrente”. “A una prima lettura dell’ordinanza – e’ il commento dell’avvocato Roberto Malizia, legale di Chiozzini – rilevo una sostanziale autonomia della pronuncia di inammissibilita’ del ricorso anche rispetto alle eccezioni avversarie, con una ostinata ricerca di questioni pregiudiziali, poste infatti alla base della pronuncia in parola, a dispetto della giusta e dovuta attenzione ai profili di merito, relativi all’accertamento delle violazioni rappresentate nel ricorso, che adeguatamente verificate, anche mediante audizione (rifiutata) delle persone informate sui fatti presenti in udienza, avrebbero precluso l’accertamento negativo dell’interesse ad agire della ricorrente, che ha costituito la principale motivazione della pronuncia”.

Zoraide Chiozzini, collegata al listino dell’assessore lombardo all’Agricoltura Giovanni Fava, sfidante di Matteo Salvini alla carico di segretario, non era titolata “ad agire” presentando il ricorso contro la nomina dello stesso Salvini. E’ uno dei passaggi dell’ordinanza con cui il giudice civile di Milano Nicola Di Plotti ha dichiarato “inammissibile” il ricorso d’urgenza. Secondo il magistrato non sussiste “l’interesse ad agire della ricorrente” in quanto “solo in via mediata potrebbe beneficiare degli effetti dell’eventuale elezione dell’onorevole Fava a segretario Federale” e dall’ipotetico accoglimento del ricorso “non riceverebbe alcun vantaggio immediato e concreto”. Con “l’eventuale esclusione” della candidatura di Salvini a segretario leghista, chiarisce il giudice, non ci sarebbe stato “alcun effetto automatico” di nomina per lo stesso ruolo dell’assessore lombardo all’Agricoltura Fava. “L’unico effetto” sarebbe stata la “sottoposizione alla valutazione congressuale della sua candidatura”. Secondo la lettura del giudice, Fava “avrebbe potuto essere eletto o meno, ferma restando la necessita’ dello stesso di raggiungere la maggioranza assoluta dei voti”. Chiozzini e’ stata condannata a versare 4000 euro per risarcire le spese processuali sostenute dall’europarlamentare leghista.