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Milano

MARONI/ "Non ho ancora letto le motivazioni del Tar, ma francamente mi pare sia una cosa stravagante, perchá il premio di maggioranza è previsto addirittura nella legge nazionale e in altre leggi regionali". Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, a margine dell'assemblea di Confindustria Como a Villa Erba a Cernobbio, rispondendo ai giornalisti a proposito del ricorso sulla legge regionale emanata nel 2012 e della decisione del Tar Lombardia di rinviare la questione alla Corte Costituzionale. "Non si capisce perchá - ha poi fatto notare il presidente Maroni - sarebbe incostituzionale per la Lombardia e costituzionale per il Parlamento italiano. Comunque mi pare che non possa avere alcuna influenza significativa sui numeri in Consiglio regionale".

BESOSTRI/ "Leggo con stupore i commenti del Presidente Maroni e del consigliere Cecchetti, cui chiederò un incontro". Lo scrive in una nota l'avvocato Felice Besostri tra i legali che hanno curato il ricorso al Tar contro la legge elettorale lombarda, arrivato ora all'esame della Corte Costituzionale. Per il legale "l'argomento che il premio di maggioranza è previsto dalla legge elettorale nazionale significa solo che non leggono i giornali: il porcellum è stato rinviato per questo motivo dalla Prima Sezione della Corte di Cassazione in un ricorso, che ho avuto l'onore di discutere davanti alla Cassazione". "Se altre Regioni hanno il premio di maggioranza -prosegue - significa solo che in quelle regioni non ci sono avvocati come Tani, Zecca e il sottoscritto che li impugnano" e che "in Lombardia non sanno nemmeno copiare bene il "campanellum" di Bassolino: infatti in Campania il Consiglio regionale è composto dal Presidente più 60 consiglieri, mentre in Lombardia da 80 consiglieri compreso il presidente: non calcolare il seggio del Presidente è una furbata per andare oltre il 60% dei seggi". "Infine - conclude l'avvocato - non hanno capito la ragion principale del ricorso: non si possono calcolare i voti disgiunti per il Presidente per dare seggi solo alle liste collegate. Dica allora con chiarezza il candidato Presidente: "Cari elettori disgiunti i vostri voti sono di serie B, se votate socialista a Milano e me come Presidente contribuite ad eleggere un Fratelli d'Italia a Como". Sembra una barzelletta, ma è coså".

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