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Milano
Lite D'Alfonso-Majorino. La minaccia: "Pronto a dimettermi"

di Fabio Massa

Un botta e risposta durissimo. Franco D'Alfonso viene intervistato dal Corriere della Sera. E Majorino risponde, minacciando addirittura le dimissioni. Si apre un piccolo caso nella giunta di Milano. Piccolo perché, salvo colpi di scena, dovrebbe rientrare con la solita parola di mediazione del sindaco Giuliano Pisapia.

"Il Comune spende circa 180 milioni di euro per il welfare e circa 90 per educazione ed istruzione - dice D’Alfonso - tutte materie per le quali ha competenze e obblighi del tutto residuali. Al netto la partita del welfare ed educazione costa al Comune 184 milioni. Larga parte di questi interventi sarebbero di competenza della Regione e dello Stato. Non è possibile non aprire un confronto con la Regione il cui bilancio assomma a 25 miliardi di euro. Ed evitare inutili doppioni e sprechi tra servizi della Asl e del Comune. Ci sia una regia unica: l’assistenza va coordinata". E ancora: "Non è pensabile che quasi 300 milioni di spesa possano essere considerati intoccabili e indiscutibili. È il modello che va rivisto, razionalizzato, riqualificato, perché altrimenti assistiamo a un trend inerziale che non è più sostenibile. Dobbiamo e possiamo spendere di più. Ma per farlo bisogna cambiare radicalmente. Andiamo a vedere come è composta la spesa, come viene distribuita. Se ci sono doppioni, sovrapposizioni. Non è questione di semplice recupero di efficienza: è proprio il modello di welfare che va cambiato. Il welfare non può restare una black box politica".

Majorino affida la sua risposta a Facebook. Ed è una risposta durissima, culminata con la minaccia di dimissioni. "Leggo che l'assessore D'Alfonso propone di tagliare la spesa sociale del Comune. Rende pubblico (sul Corriere) un ragionamento che ha già espresso privatamente. Gli rispondo come ho fatto, per l'appunto, privatamente. Non condivido per niente un'impostazione simile. Riorganizzare i servizi (cosa su cui siamo impegnati e da tempo) non significa tagliarli. E poi basta con la demagogia sulla pelle dei più deboli. Cosa dobbiamo tagliare ? I contributi per i poveri? I soldi per inserire nei centri i disabili? Riorganizzare il welfare non è un giochino. Lo stiamo facendo su assistenza domiciliare, servizi residenziali e tante altre partite. Lo stiamo facendo convinti che il tema non passi per la riduzione della spesa sociale (spesa già assai ridotta nel tempo). Visto che D'Alfonso dovrebbe occuparsi di marketing territoriale gli direi di non fare della pessima pubblicità a Milano. Comunque il succo del mio ragionamento è chiaro e semplice: passa la sua impostazione mi dimetto in un secondo".

Alle 11 circa, poi, un secondo post fortissimo: "La ridico così poi basta. La politica sociale a Milano la stiamo pesantemente (e spesso da soli) riorganizzando. Altrimenti non vanteremmo alcuni risultati raggiunti. La spesa sociale io la aumenterei. Ma se passa la linea di D'Alfonso dei tagli al welfare io me ne vado un minuto dopo. Ok? Ok".

@FabioAMassa

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majorino






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