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Dopo un dibattito di oltre 8 ore, il Consiglio della Lombardia ha approvato il Piano regionale di sviluppo per il prossimo quinquennio. Favorevoli Pdl, Lega Nord, Lista Maroni e Fratelli d'Italia, contraria tutta l'opposizione (Pd, Patto civico e Movimento 5 Stelle). Il documento approvato traccia gli obiettivi e le linee guida per le politiche regionali della legislatura.

All'interno della maggioranza viene espressa soddisfazione per l'approvazione del Prs. "Oggi abbiamo compiuto un lavoro importante ha detto il capogruppo Pdl al Pirellone, Mauro Parolini Con questo provvedimento compiamo un passo indispensabile per la marcia regolare della legislatura e sono certo che nei prossimi 5 anni riusciremo ad uscire da questa crisi e rilanciare l'economia". Positivo anche il commento del capogruppo della Lega Nord, Massimiliano Romeo: "Abbiamo migliorato questioni legate alle Protezione civile, alle Polizie provinciali o ancora all ampliamento dei parchi. Ci siamo adoperati per valorizzare le imprese a chilometro zero, il turismo religioso, la navigabilita' del Po, la tutela dell aria e dell ambiente e tanto altro".

Insomma, si tratta di "un atto concreto, oggi la gente non ci chiede parole, ma risultati" e "la macroregione va in questo senso: creare omogeneita' politica e sociale e stimolare collaborazioni sulle infrastrutture". Totalmente diversa l'analisi delle opposizioni. Per il capogruppo del Pd, Alessandro Alfieri, "il primo documento strategico della nuova legislatura non marca quella discontinuita' che Maroni aveva promesso. Lega e Pdl non si sono accorti che da tre anni a questa parte lo scenario e' cambiato profondamente. C'e' la crisi economica e c'e' anche la crisi delle istituzioni che vede anche l'interruzione del processo federalista".

Secondo Silvana Carcano (capogruppo Movimento 5 Stelle) "quello che poteva essere un documento innovativo che facesse sognare, che segnasse una svolta, e' piatto, vuoto, vecchio". Il sistema economico "va rivoluzionato e questo documento programmatico non rivoluziona nulla". Da segnalare, poi, l'approvazione di un ordine del giorno del Pd, che chiede di "utilizzare in modo nuovo lo strumento dei buoni sociali e dei voucher". Dal Partito democratico sottolineano che viene archiviato un sistema caro all'ex governatore Roberto Formigoni: "Si pone fine all'attribuzione al cittadino in difficolta' di un buono da spendere per l'assistenza domiciliare e per servizi di riabilitazione presso un gestore di servizi a propria scelta, lasciandolo di fatto solo, e si passa al meccanismo della presa in carico da parte della rete dei servizi".

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