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Milano


Dicono che Maurizio Lupi voglia fare il sindaco di Milano.
E' possibile e plausibile che ci provi. Sa muoversi, sa fare, ha esperienza e come Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, colomba mannara del Nuovo Centro Destra,  affrancatosi dagli obblighi di vassallaggio al Cavaliere cresce in peso politico, autonomia e autorevolezza. Quando, prima o poi, il Governo cadrà il figliol prodigo tornerà a Milano con solide basi per sfidare Pisapia, Salvini o Chicchessia. E' ciellino come il Vescovo ambrosiano ma a differenza del fu-Celeste Formigoni veste sobrio e non ama gli Yacht. Lupi corre con i "scarp del tennis" e anche nelle maratone da salotto, in Tv o nei Palazzi romani, cita spesso e volentieri la sua infanzia da povero figlio della Milano operaia. Di quegli anni duri gli è rimasto il sorriso: il sorriso del bimbo fragile, il sorriso del bimbo buono.
Quello che poi - sottobanco - t'incula.
Ecco. Ho percepito questa pungente sensazione quando il Ministro Lupi ha cercato l'applauso di noi pendolari a quattroruote (siamo l'80% dei migranti locali e già paghiamo l'impossibile sull'auto) per aver "contenuto gli aumenti" pretesi dai potenti concessionari di autostrade.
Credo, anzi son certo (avendone letti e sentiti molti) che l'intero immenso gregge automunito che paga e pedaggia ogni giorno si sia fatto immediatamente la stessa identica domanda: ma ci prende per fessi?
Sa cos'è, sciùr Ministro, qui non c'è proprio più voglia di scherzare. Un politico, un politico autorevole, o s'intesta lo sconto o ci spiega l'aumento. Crede davvero di cavarsela così? "L'aumento contenuto" è un Bufalino da Autogrill, un ossimoro imbellettato, un controsenso in saldo e ci vuole un bel pelo, il pelo di un lupo de Lupi per rivendercelo come eroica impresa. Davvero. E' il "Teneteme che je meno" che gonfiava il petto al grande Alberto Sordi, l'imperitura maschera del nostro peggio. E' il "Se non c'ero io cadevi!"che i ragazzacci all'Oratorio parrocchiale ridono in faccia ai timidi a cui fanno lo sgambetto. Avrà mica imparato da li?
 
In Lombardia pagheremo in media pedaggi del 7% più cari. Il tasso d'inflazione all' 1,2%. I suoi aumenti-contenuti, inoltre, sono a macchia di leopardo o per meglio dire a sfiga cieca: sulla Milano-Como +11,5% vuol dire 3 euro e 90 per percorrere 30 Km. Tutti i giorni, per andare a lavorare a stipendio medio di 1300 euro (più o meno, sfiga cieca anche qui). La Padova-Venezia passa da 95 centesimi a 3 euro causa passante di Mestre. Per il terzo ponte sul Po a Cremona e la Cremona-Mantova l gregge degli automobilisti lombardi pagherà al buon pastore del Business, la Centropadane spa l'8,01% in più. Perchè? Cioè perchè l'8% e non il 4%? O il16? Al 18% di aumento medio arrivava la richiesta delle Società concessionarie, dice il Ministro, io l'ho portata al 3,9%. Perchè? Su che basi? In base a quali riscontri? A quali calcoli? Perchè? Perchè il cuore ha delle ragioni che la ragione non conosce. Solo al buon cuore del Ministro sembrano infatti appesi i conti e i costi, gli sgravi e gli aumenti: nella giungla di convenzioni, concessionari e latitudini che è il nostro mercato autostradale non ci sono parametri coerenti, la programmazione economica è sempre labile (soprattutto se in project-financing) e inseguire i costi reali di manutenzione o di investimento è un'avventura alla Indiana Jones. Però tutti vediamo quanti caselli automatici ci sono in più e quanto rarefatta si sia fatta la presenza dei controllori e dei manutentori. Hanno lasciato a casa vagonate di personale e ora continuano a piangere miseria? E appunto! - sembra dirci il Ministro -  Quelli ci hanno provato ma io li ho bloccati. O quasi. Teneteme perchè se no je meno.
I veri motivi dell'aumento, che è inutile cercare di coprire a parole, partono dai dati di traffico: in calo. D'accordo, ma il rischio d'impresa è proprio quello. Meno clienti, meno guadagni = abbassa i prezzi e spera nel futuro. A quanto pare sulle autostrade italiane vige un'altra legge economica: meno clienti? Alziamo il pedaggio che tanto devono passare per forza. Ma dico, c'è ancora un Ministro a Berlino? E un po' di libero mercato? E un po' di concorrenza? E un' Authority? L'authority ai trasporti è la comica finale: l'hanno appena istituita sotto la pressione dei Forconi ma adesso viene fuori che non può occuparsi di pedaggi: solo per le autostrade che si faranno in futuro, quando il leone dormirà con la gazzella e dalle fontane sgorgherà il buon vino…
L'altro evidente motivo è la voglia di fare in fretta. Ci sono molte nuove tratte importanti in costruzione, soprattutto al Nord. Attorno a Milano, poi, bisogna completare tutto per l'EXPO', fra un anno!  Il tempo però - come diceva zio Paperone - è danaro. La fretta costa e il cliente diventa generoso se ha bisogno di evitare ritardi, problemi, figuracce epocali. Certo invece un taglio del nastro in tempi record, puntuale, sorprendente come manna dal cielo nel deserto della crisi, sarebbe una frustata d'ottimismo salutare al grande Nord, alla grande Milano del grande Expò, e al grande Ministro - candidato sindaco? - Maurizio Lupi.
Ma Mr. Lupi può facilmente evitare l'antipatico sospetto di costruirsi la candidatura a spese dei pendolari: non deve far altro che dar seguito all'annuncio allegato agli aumenti (intervista a Radio24 giovedì 2 gennaio 2014) ma già disperso nelle cronache: l'abbonamento. Una tariffa mensile adeguatamente scontata per i pendolari che viaggiano in auto, come avviene per i pendolari utenti di treno o di bus. Imponga questo tema a AISCAT, l'associazione delle concessionarie, la mantenga questa promessa, Ministro, anche se è molto onerosa per loro.
 
Per noi pendolari, frattanto, è molto oneroso il pedaggio, il bollo che costa più dell' IMU, RC auto più cara d'Europa, il cambio gomme invernali prescritto da ogni Provincia secondo i gusti suoi e i soldi sempre nostri, il tagliando più IVA al 22, il rispetto delle norme antinquinamento che tanto poi noi ci inquiniamo in coda, con il gasolio e la benzina che costano più della Coca-cola e le Tangenziali che alla fine si fanno sempre con i soldi pubblici, quelli della Cassa Depositi e prestitii. Indi per cui, se pensa a un futuro da Sindaco di Milano, pensi anche un po' a noi: le ricordiamo che a Dio piacendo si voterà per la Città Metropolitana fra due anni, cioè quella con i pendolari inclusi. Ci pensi, sia profetico. Non famelico. Ezechiele Lupi.
 
Stefano Golfari
 

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