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Milano
Majorino: "Presento il Welfare Act. Io sindaco? Parliamone nel 2021"

di Fabio Massa

Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare del Comune di Milano, in un'intervista ad Affaritaliani.it affronta i temi del sociale e dei diritti a 360 gradi. La moschea? "Un posto per pregare ci deve essere". La polemica su genitore 1 e genitore 2? "Tutto è migliorabile". La polemica con D'Alfonso? "Le risorse non si toccano. L'11 aprile presento il Welfare Act". Se studio da sindaco? "Ne parliamo nel 2021"... L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Assessore Majorino, è caldissimo il dibattito sulla moschea...
Io non credo che sia il Comune a dover fare la moschea, e nessuno di noi lo pensa o lo propone. Il Comune può identificare alcune aree dove si possono realizzare, con capitale privato, questo tipo di interventi. Questo è il percorso, e nessuno ha intenzione di spendere un euro pubblico. Il ragionamento che è stato fatto anche da Lucia De Cesaris, fino ad oggi, è quello di dire: cerchiamo di riuscire a far sì che il mondo islamico, che è molto plurale e variegato, possa confrontarsi con un interlocutore unico. Se non ci riusciremo, allora cambieremo direzione di marcia.

In pratica secondo lei la moschea sarà pronta entro il 2015?
Questo non lo so. E' tutto nelle mani del vicesindaco. Stanno facendo un lavoro, speriamo porti a un buon risultato.

Non si sbilancia...
Mettiamola così, spero che entro il 2015 un posto dignitoso di preghiera per il mondo islamico possa esserci. Questo deve stare a cuore a tutti, promotori di Expo compresi. Poi un intervento più ampio si può anche realizzare in un secondo tempo.

Cambiamo argomento: c'è stata una vasta polemica per il famoso "genitore 1" e "genitore 2"4 nei moduli scolastici. Nel suo ultimo libro (Maledetto amore mio, Laurana Editore) lei tratta di famiglie "non convenzionali". Quali saranno i prossimi passi dell'amministrazione in questo senso?
Dobbiamo andare avanti. Certo, tutto è migliorabile. L'importante è andare avanti in una direzione. Noi dobbiamo sapere che le famiglie sono tante, plurali e diverse. Sono famiglie quelle monogenitoriali, è una famiglia la coppia che fa figli nell'ambito del matrimonio, quella che fa figli fuori dal matrimonio, è una famiglia che nasce da unioni diverse, è una famiglia quella fatta da due genitori dello stesso sesso con un bambino. Su questo terreno è arretrata la Costituzione, ma questo è comprensibile.

Non è stato fatto qualche errore nella vicenda "genitore 1" e "genitore 2"?
I moduli si possono cambiare, modificare, correggere. Si può migliorare. Non è un modulo che decide un'impostazione politica. Hanno fatto bene i genitori, le mamme e i papà, a sottolineare che in quella dicitura veniva spersonalizzata la loro funzione. Anche se la mia modalità di genitore non passa di certo attraverso i moduli della scuola. Si è discusso troppo del modulo e troppo poco del tema e del principio.

A proposito di principi, com'è il rapporto con i cattolici della giunta?
Straordinariamente positivo. Con Marco Granelli lavoro gomito a gomito su tutto. E' l'assessore con il quale lavoro di più. Non ha mai fatto mistero sulle sue convinzioni. Credo che ci sia un'alchimia molto ragionevole a Milano. In fondo le cose che abbiamo fatto non sono mai state ostacolate dal mondo cattolico e dai politici più legati all'esperienza del cattolicesimo. Non c'è mai stata da parte loro un'azione ostruzionistica o ricattatoria. E se a Roma i vari Fioroni seguissero la stessa linea di concretezza ambrosiana forse faremmo tutti dei passi avanti.

C'è stata una profonda polemica tra lei e D'Alfonso sul taglio dei fondi. Il sindaco ha chiuso la questione, ma di fatto la Cisl ha dato ragione a D'Alfonso: non può essere Majorino a gestire tutti i fondi.
Io credo che sul piano delle risorse la vicenda l'ha chiusa il sindaco affermando che le risorse non si toccano. Da un punto di vista personale non c'è mai stato un problema con Franco. Con lui c'è una sana dialettica dal gelato in avanti. Ci capita di non essere d'accordo ma non ci sono problemi personali. Detto questo, la condizione per rivoluzionare il welfare è non tagliare le risorse. Per questo la valutazione di Franco è per metà sbagliata ma per metà sacrosanta.

In che senso?
Sul piano della necessità di innovazione siamo d'accordo. E stiamo innovando, eccome. Ma per farlo non si possono tagliare le risorse. Ho letto che una delle obiezioni riguarda le risorse relative alla gestione delle emergenze dell'immigrazione, che però in gran parte sono provenienti e disciplinate dallo Stato. Forse chi fa queste obiezioni non lo sa. Il welfare è complicata come materia, e prego tutti di prestare un po' di attenzione quando si parla.

Torniamo al punto.
Nel 2008 il fondo nazionale politiche sociali era di oltre 750 milioni, oggi è meno della metà. E' stato un taglio tremendo. Il governo Berlusconi ha dato la mazzata peggiore, ma anche Monti e Letta non hanno fatto nulla per invertire questa tendenza. Mi auguro che Renzi cambi verso pure contro le povertà estreme. Per adesso ci sono enunciati ancora molto poco chiari. Ma io ho un annuncio da fare...

Prego.
L'11 aprile presenteremo un pacchetto di delibere, che chiamiamo un po' autoironicamente il Welfare Act del Comune di Milano, che riguardano l'assistenza domiciliare, la residenzialità, le politiche per l'infanzia e le azioni di sostegno al reddito. E' ciò che deriva dal Forum delle Politiche Sociali. Rispetto al passato c'è un protagonismo evidente da parte del Comune rispetto al passato. Abbiamo raddoppiato il posto per i senzatetto, aumentato il numero delle famiglie affidatarie, aumentato le azioni contro le povertà. Sfido altri a farlo.

Ultima domanda: sta studiando da sindaco?
Il sindaco è Giuliano Pisapia.

Questo è noto...
Le dico questo: ne riparliamo nel 2021.

@FabioAMassa

 

 

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