A- A+
Milano
Maran: “I tassisti? Lavoriamo per loro”

di Fabio Massa

Pierfrancesco Maran ostenta tranquillità, dopo lo striscione di insulti a lui e alla manager di Uber Arese Lucini. Ad Affari spiega: “Dopo il manichino azioni così vigliacche ti toccano di meno. I tassisti? Noi stiamo solo cercando di ammodernare la mobilità, e questo porta vantaggio anche a loro. I tagli ad Atm? Confido che troveranno una soluzione con i lavoratori. Ulteriori fondi? Se arrivassero sarebbero bene accetti…” L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Assessore Maran, dopo il manichino, uno striscione sotto casa di Benedetta Arese Lucini… Come si sente?
Il manichino, alcuni mesi fa, mi ha diciamo così sterilizzato. Di solito è la prima azione di questo tipo che fa effetto. Azioni vigliacche, ovviamente. Dopo la prima le altre le metti in conto e vai avanti. Però una cosa me la faccia dire.

Prego.
Al di là degli insulti al sottoscritto, trovo ancor più vergognoso che quando si vuole contestare una donna si fanno sempre riferimenti di quella natura. Squallido.

Provoco: ma lei ce l’ha con i tassisti?
No, intendiamoci. Noi come amministrazione stiamo cercando di fare una cosa semplice: ammodernare la mobilità. Pensiamo a come il car sharing ha rivoluzionato lo stile di vita di decine di migliaia di milanesi. In questo quadro di innovazione il taxi ha un futuro in crescita.

Perché così ottimista per le auto bianche?
Il ragionamento è semplice: se meno cittadini hanno auto di proprietà, più spesso avranno bisogno dei taxi. Le preoccupazioni della categoria io le capisco perché sono le stesse di altre categorie protette che oggi si trovano a lavorare in un mondo che cambia rapidamente. Tra l’altro la legge del 1992 che regola i taxi, oggi dimostra tutti i suoi limiti al punto che il problema è che questi nuovi servizi spesso non sono illegali ma si muovono in assenza di regolazione, che non può essere il Comune a colmare. Noi stiamo provando a coinvolgere la categoria in alcune azioni che possano avvicinare nuova clientela. Quando diciamo che il 100 per cento dei taxi deve avere il Pos non è che vogliamo fare l’interesse delle banche, ma è perché leggiamo le lamentele dei turisti e dei cittadini. E cerchiamo di stimolare a risolvere le debolezze del sistema taxi. Anche perché queste debolezze penalizzano soprattutto i tanti tassisti che hanno fatto gli investimenti. Ma mi faccia fare un esempio…

Prego.
Il numero unico di cui abbiamo completato la gara era atteso da anni da numerosi tassisti. Sa perché non è stato fatto fino ad oggi? Non certo per la timidezza della politica, ma per il fatto che va contro gli interessi particolari di alcuni della categoria dei taxi. Alcuni, vorrei sottolinearlo. Però questo numero unico noi lo realizziamo, nonostante i ricorsi che hanno fatto alcune delle centrali di radiotaxi, tra l’altro stigmatizzati da altre associazioni di categoria.

Cambiamo discorso. Atm ha oltre 10 milioni di “ammanco” sul servizio da potenziare in vista di Expo. E si alza la tensione con i lavoratori…
Io sono convinto che ci sono le condizioni per raggiungere un accordo tra Atm e sindacati. Non penso che finirà come la Scala per la quale si è paventata una precettazione. Certo, se si parla numericamente di risorse, non stiamo parlando del 100 per cento dei numeri scritti nei nostri piani. Ma ci sono comunque risorse importanti per garantire il servizio.

Esclude che ad Atm arrivino nuovi fondi?
Se arrivassero sarebbero bene accetti. Devo dire che il problema in questo momento più che nel dossier Expo lo vedo nei tagli della Regione, quei 17 milioni all’anno per tutti gli anni fanno molto più male dell’assenza di 5-10 milioni una tantum.

Questo potrebbe portare a un rischio rivendicazioni durante Expo?
Il rischio di presentare conti in sospeso da anni usando Expo esiste. Ma mi pare anche che in tutta la città sia partita la percezione che questo evento è un’occasione importante per la crescita della città e non solo per il semestre Expo. I milanesi, quando il mondo li guarda, tirano fuori il meglio di loro stessi. Quindi io penso che ogni azienda o servizio specifico debba fare un accordo ragionevole e rispettoso del supplemento di lavoro che dovranno fare i dipendenti. Però questo credo che lo si possa fare mantenendo chiaro l’opportunità che costituisce questa Expo.

Chiudiamo sulla politica. Continuiamo a leggere di “movimenti” per arginare lo strapotere Pd.
Il Pd ha sempre usato i voti e i rappresentanti che ci hanno affidato i cittadini in maniera responsabile e con l’idea di far parte di un progetto ambrosiano che per la prima volta ha strappato Milano alla destra. Su questo non abbiamo nessuna intenzione di cambiare approccio. Io resto convinto che nel 2016 il candidato sarà di nuovo Giuliano Pisapia e che quindi nell’asse tra civismo, Sel e Pd si possa costruire un bel progetto di prospettiva.

A lei la tentazione di candidarsi non viene mai?
Credo che ce ne siano già altri in fila, non c’è bisogno di un nome in più.

@FabioAMassa

Tags:
marantaxipd







A2A
A2A
i blog di affari
il project financing collegato al partenariato pubblico privato (seconda parte
Il mercato dei corsi fitness e le prospettive post-pandemia
Elena Vertignano
Mercato del vino: dai corsi sommelier alle vendite l'Italia primeggia
Elena Vertignano


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.