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Milano
Marcora: "Le vie d'acqua? Flop annunciato. Ora chi risponde dei costi?"

“E’ una magra consolazione vedere che tutto quello che avevamo segnalato in tutti i modi sull’inutilità delle “vie d’acqua per Expo” oggi è confermato dai fatti!” Commenta così Enrico Marcora, esponente del CPL, gli ultimi risvolti della vicenda Expo 2015 - vie d’acqua “E adesso chi risponde delle spese di progettazione, dei costi per opere già fatte, per gli espropri fatti, per i lavori appaltati, ecc.? chiarezza deve essere fatta e le responsabilità accertate.”

COMITATI - Presa di distanza dai sabotaggi e rivendicazione di una iniziativa che e' "sempre stata pacifica"; la precisazione di non avere "mai aderito" a nessun progetto definitivo perche' "non c'e' mai stato" e la promessa di proseguire nella vigilanza, nei presidi e nelle iniziative "finche' i parchi saranno cantierizzati e fino alla presentazione del progetto alternativo". E' questa la composita risposta dei comitati che si oppongono alla realizzazione delle Vie D'acqua e che hanno portano Expo 2015 Spa, d'accordo con il Comune di Milano, alla decisione di rivedere il progetto prendendo al fine 20 giorni di tempo.

I comitati ('No vie d'acqua', 'Cambia canale' e 'No Canal') hanno voluto sottolineare che "sono state sempre ignorate le proposte di Italia Nostra di un percorso usando fontanili e canali pre-esistenti", hanno respinto "l'accusa di atti vandalici o sabotaggi. L'unica cosa illegale - hanno detto - erano i cantieri stessi" e ricordato le armi pacifiche con cui si sono mossi come il coinvolgimento di "migliaia di cittadini, che hanno sottoscritto le petizioni proposte a difesa dei parchi e partecipato alle numerose iniziative di questi mesi". Ora, fanno sapere che resteranno "in attesa di conoscere i dettagli della nuova proposta", senza pero' nel frattempo abbassare la guardia: "finche' i nostri parchi saranno cantierizzati e fino alla presentazione del progetto alternativo alla Via d'Acqua - hanno assicurato - continueremo la vigilanza, i presidi e confermiamo tutte le iniziative in programma cosi' da valutare e verificare la coerenza delle dichiarazioni del Commissario Unico per EXPO Giuseppe Sala con quanto accadra' nei prossimi giorni, a partire dalla sospensione dei lavori in tutta la tratta della Via d'Acqua sud oggetto del 'piano B', per noi naturale conseguenza delle dichiarazioni di ieri".

CAPPATO - "Nella parabola della "via d'acqua" ci sono tutte le deformazioni e i mali della politica. Dal peccato originale del dossier di candidatura al Bie, che descriveva un'impossibile strada d'accesso a Expo, in parte navigabile, voluta da Formigoni per Consorzio Villoresi, fino alle dichiarazioni, continuate fino a solo poche ore fa, da parte dei vertici istituzionali e di Expo: "senza la Via non ci sarà Expo, è il BIE che ce lo chiede, impossibile una nuova Darsena senza la Via, l'agricoltura di Milano Sud aspetta questa opera, non possiamo più tornare indietro". Giustificazioni, date in pasto ai cittadini, che oggi si sgretolano, ma che servivano alla politica per difendere un progetto su cui ha messo, a torto o a ragione, la faccia. Serviva dimostrare che l'amministrazione è in grado di mantenere gli impegni nei tempi, realizzare opere. Poco importa se discutibili, tutelare gli accordi politici intercorsi. Si è andati avanti per due anni rispondendo con insofferenza e ironia a chi faceva osservazioni, mentre si incassava in silenzio la bocciatura del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici e della Corte dei Conti, organi dello Stato. Si è addirittura affiancato questa opera idraulica costosa e invasiva alla nuova Darsena, creando confusione tra il fosso, nel frattempo diventato "Vie d'Acqua", al plurale, e i Navigli amati dai milanesi. La "via d'acqua" non è naufragata per le proteste, le infiltrazioni o i sabotaggi, ma per il fallimento della politica nell'agire con trasparenza, ascolto e sincerità mettendo da parte interessi, faziosità e ragioni di opportunità. Confalonieri lasci e si avvii subito la commissione di inchiesta". Lo dichiara Lorenzo Lipparini, esponente dei Radicali Milano.

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