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Maroni: “No a disegno istituzionale che riporta le Regioni al 1970”

Il governatore lombardo: “Riformare il sistema lasciando i Comuni, creando le Città metropolitane e cancellando le Province e le Regioni, riportando le Regioni a quello che erano prima del 1970? Io sono contrario a questo ritorno al passato”

“Il disegno istituzionale in corso è quello di riformare il sistema lasciando i Comuni, creando le Città metropolitane e cancellando le Province e le Regioni, riportando le Regioni a quello che erano prima del 1970, quando erano enti amministrativi che non facevano le leggi e si limitavano a dare attuazione alle decisioni del Governo centrale. Io sono contrario a questo ritorno al passato”. Lo ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, intervenendo alla tavola rotonda dal tema ‘Tra Europa e Autonomie Locali quale Italia nel 2015?’, organizzata dalla rivista ‘Formiche’, in collaborazione con l’Alta Scuola di Economia e Relazioni internazionali, diretta da Vittorio Emanuele Parsi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. “Riportare tutto a Roma – ha spiegato Maroni – serve solo a rallentare i tempi e a dare risposte sbagliate, perché dare una risposta uniforme alla Lombardia e alla Sicilia, che hanno situazioni diverse e problemi diversi, significa bloccare tutto. Una risposta uniforme non può funzionare e questo porta solo a uno spreco di soldi, perché una misura uguale per tutti, come pensa Renzi, è una risposta sbagliata”. “Sono contrario a questo ritorno neo-centralista, che va nella direzione opposta al principio di sussidiarietà, per cui tutto ciò che può essere fatto da chi è più vicino ai cittadini va trasferito – ha detto il presidente -. Questo principio di sussidiarietà va abbinato al principio per cui l’autorità che hai deve essere uguale alla responsabilità, per cui se hai il potere di fare devi anche avere i soldi per fare”.