Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Massimo Lovati dal caso Garlasco alla candidatura a Vigevano (con Rizzo): la nuova vita dell’ex avvocato di Sempio

Massimo Lovati dal caso Garlasco alla candidatura a Vigevano (con Rizzo): la nuova vita dell’ex avvocato di Sempio

Dopo il caso Garlasco e l’addio all’avvocatura, Massimo Lovati prova la carta politica sostenuto dal partito di Marco Rizzo. Polemiche, querele, sogni, visioni, le parole in libertà con Corona: un personaggio fuori dagli schemi

Massimo Lovati dal caso Garlasco alla candidatura a Vigevano (con Rizzo): la nuova vita dell’ex avvocato di Sempio

Dalle aule di tribunale alle urne. Massimo Lovati, per mesi al centro dell’attenzione mediatica come difensore di Andrea Sempio nel delitto di Garlasco, cambia strada e si candida a sindaco di Vigevano. La sua discesa in campo, già visibile tra volantini e cartelloni in città, è stata confermata in televisione dal suo legale Fabrizio Gallo. A sostenerlo sarà Democrazia Sovrana Popolare, il partito guidato da Marco Rizzo. Lovati si presenta con una lista civica, “Un sogno in Comune”, e un messaggio che punta a intercettare il malcontento verso i partiti tradizionali: “Non mi sento rappresentato né da questa destra né da questa sinistra”.

La scelta di lasciare l’avvocatura arriva dopo mesi turbolenti. Lovati, volto televisivo spesso sopra le righe durante la difesa di Sempio, ha visto incrinarsi il rapporto con il suo assistito fino alla revoca del mandato. A pesare, secondo quanto riferito dal suo legale, anche le minacce ricevute dopo alcune dichiarazioni sul caso omicidio di Chiara Poggi. Telefonate anonime lo avrebbero invitato a “non parlare di alcune cose”. “Amava questo lavoro ma al momento è costretto a fare un passo indietro”, ha spiegato Gallo, indicando nella nuova avventura politica una scelta quasi obbligata.

Lovati si presenta con l’obiettivo dichiarato di dare voce a chi non si riconosce nella politica tradizionale, con un programma centrato su sicurezza, gestione dei rifiuti e rilancio del commercio locale. “La gente è stanca delle solite facce e delle promesse mai mantenute”, sostiene, puntando esplicitamente sull’elettorato dell’astensione. Sul caso Garlasco, che lo ha reso noto al grande pubblico, preferisce glissare: “Non è opportuno né utile tornare sopra all’argomento”.

Massimo Lovati: avvocato dal 1982, i riflettori e le polemiche con il caso Garlasco

Penalista di lungo corso, Massimo Lovati nasce a Vigevano nel 1952 ed è iscritto all’albo degli avvocati di Pavia dal 1982. Una carriera lunga oltre quarant’anni, costruita principalmente nel foro pavese, che lo ha visto difendere centinaia di clienti e consolidare la reputazione di avvocato esperto e radicato sul territorio.

Per decenni il suo profilo resta confinato a un ambito locale e professionale, lontano dai riflettori nazionali. La svolta arriva con il caso Garlasco: Lovati assume la difesa di Andrea Sempio nel contesto delle nuove indagini sul delitto. È in quel momento che Lovati diventa un personaggio mediatico. Una ribalta ulteriormente alimentata quando, nel marzo 2025, le indagini su Sempio vengono nuovamente riaperte.

Più che per le strategie processuali, Lovati si impone per uno stile comunicativo diretto, spesso provocatorio, caratterizzato da un linguaggio semplice e accessibile ma anche da dichiarazioni controverse. Le sue frequenti apparizioni televisive, le ricostruzioni alternative del caso e le accuse implicite o esplicite rivolte ad altri protagonisti della vicenda contribuiscono ad alimentare il dibattito pubblico, ma anche a sollevare critiche e smentite da parte della Procura. Cult diventano i suoi racconti delle visioni e dei sogni avuti relativamente a Garlasco, stratagemmi per diffondere le sue poco ortodosse teorie dai salotti televisivi.

Lovati: sogni, visioni, previsioni. E il surreale incontro con Corona

Il 26 maggio, ad esempio, racconta un sogno in cui Chiara Poggi sarebbe stata uccisa da un killer professionista incaricato di simulare un delitto domestico. Secondo questa ricostruzione, collegata a un presunto “segreto indicibile”, il caso si intreccerebbe con ricatti e ambienti legati al Santuario della Bozzola. “Un sacco di bugie sul ritrovamento del corpo non è che le inventi uno così, te le suggeriscono”, afferma Lovati.

Poche settimane dopo, il 16 giugno, un altro sogno raccontato in televisione: “Ho sognato che nel Fruttolo c’era il DNA del mio assistito”, in riferimento agli sviluppi dell’incidente probatorio sui reperti della colazione di casa Poggi. Un modo, anche in questo caso, per alludere a nuovi possibili scenari investigativi, definiti dallo stesso Lovati “insidiosi e a tratti sleali”.

Le sue prese di posizione gli costano anche conseguenze giudiziarie. Dopo aver definito la riapertura del caso “frutto di una macchinazione della difesa Giarda”, con accuse agli investigatori di aver prelevato clandestinamente il Dna di Sempio, viene accusato di diffamazione nei confronti del collegio difensivo di Alberto Stasi.

A complicare ulteriormente il quadro arriva il caso legato a Fabrizio Corona. In una conversazione registrata e poi diffusa online, Lovati si lascia andare a dichiarazioni controverse su magistrati e protagonisti delle indagini, tra cui commenti sull’ex pm Mario Venditti e insinuazioni sui pubblici ministeri. Parole che portano a una netta smentita della Procura di Pavia, che parla di affermazioni “prive di fondamento”.

Nella stessa occasione, Lovati arriva anche a ipotizzare una linea difensiva alternativa nel caso di Yara Gambirasio, con dichiarazioni che suscitano forte indignazione. Lo stesso avvocato spiega successivamente di essere stato indotto a parlare liberamente da Corona, convinto di partecipare a un progetto cinematografico: “Mi ha detto: ‘Tu sei Gerry La Rana’. Mi faceva parlare a ruota libera mentre mi versava da bere… mi ha tradito”.

La fine del rapporto tra Lovati e Sempio

Il rapporto con Sempio, come è forse inevitabile, si deteriora progressivamente, fino alla rottura definitiva nell’ottobre 2025. Alla base, divergenze sulla linea difensiva ma anche il peso dell’esposizione mediatica, giudicata eccessiva.

Negli ultimi mesi, il percorso di Lovati si caratterizza per una crescente discontinuità: dalle dichiarazioni controverse alle minacce denunciate, fino alla decisione di lasciare temporaneamente la professione forense. La candidatura a sindaco rappresenta così un ulteriore cambio di rotta, che segna il passaggio da protagonista della cronaca giudiziaria a figura politica locale. Ma sempre sotto i riflettori.